Cerpiano

 

Nella frazione di Cerpiano c’era una grande casa, una stalla con  fienile, un oratorio con sacrestia. Oggi restano la grande casa, il fienile e i ruderi dell’oratorio e della sacrestia. Racconta la maestra orsolina (ordine religioso) Antonietta Benni salvatasi miracolosamente: “ Ero maestra d’asilo nel paesino di montagna … Prima delle 8 del 29 settembre i nazisti piombarono tra le case, ci fecero uscire tutti all’aperto e ci richiusero nell’oratorio. Eravamo in molti, 49 tutti donne, vecchi e bambini. Speravamo che non ci facessero niente: Invece dopo un pò si aprì la porta e comparvero alcuni nazisti dalle facce paurose, che stringevano per il manico le bombe a mano e guardavano verso di noi come chi sceglie un bersaglio: “Gente dite l’atto di dolore che ci ammazzano tutti!”, gridai io: Dalla porta e dalla finestra cominciarono a scagliare su di noi le bombe a mano: noi si urlava, piangeva, implorava, le madri stringevano a sé i figlioli, i bimbi si rannicchiavano sui petti delle madri, nascondendo il viso e cercando scampo: Io caddi svenuta. …Tutto il giorno i nazisti rimasero di sentinella fuori dall’oratorio e tutta la notte. Avevano fatto dei buchi alla porta, guardavano dentro e ridevano. Di quando in quando le sentinelle entravano e finivano i feriti a colpi di rivoltella. Fuori si sentiva una grande confusione: erano i nazisti ubriachi che suonavano la fisarmonica e cantavano a squarciagola.  …. Ci salvammo soli io e due bimbi ….. Stavamo per uscire dall’oratorio, quando ci accorgemmo che le SS ritornavano. Nascosi in fretta i due bimbi sotto una coperta…e mi finsi morta tra i cadaveri. I nazisti entrarono per controllare che tutti fossero morti e per depredare i cadaveri: A me sentirono la mano, che per fortuna era gelida e mi strapparono la borsetta… più tardi uscii dall’oratorio con i due bimbi .” Cerpiano Oratorio

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