CIMITERO DI CASAGLIA

 

Cimitero Casaglia

 

Nel cimitero di Casaglia furono massacrate una ottantina di persone, in gran parte donne e bambini, pochissimi furono i superstiti che poi racconteranno la loro tragica vicenda. Ancora oggi sulle croci di ferro e sui muri sono evidenti i fori dei proiettili.

 

Croci                 Muro del cimitero di Casaglia con i segni dei proiettili

 

Racconta Lidia Pirini, una sopravvissuta: “Ci ammucchiarono contro la cappella, tra le lapidi e le croci; loro si erano messi negli angoli e si erano inginocchiati per prendere bene la mira: avevano mitra e fucili e cominciarono a sparare. Fui colpita da una pallottola di mitra alla coscia destra e caddi svenuta.

Quando tornai ad aprire gli occhi, la prima cosa che vidi furono i nazisti che giravano per il cimitero, poi mi accorsi che addosso a me c’erano degli altri, erano morti e non mi potevo muovere, avevo proprio sopra un ragazzo che conoscevo, era rigido e freddo… venne la sera, venne la notte, io stavo sempre là sotto, senza rischiare a gridare o lamentarmi perché avevo paura … intorno a me  sentivo lamenti di alcuni feriti…

Così passò la notte e quasi tutto il giorno dopo … verso sera trovai finalmente la forza di decidermi, riuscii a scostarmi i cadaveri di dosso e pian piano mi allontanai dal cimitero.”  

 

Il cimitero di Casaglia dopo la guerra non venne più utilizzato, in quanto la comunità che lì viveva era stata completamente annientata. In tempi recenti però solo due persone, molto importanti per la storia di questi luoghi, hanno avuto il privilegio di essere sepolte in questo cimitero: don Giuseppe Dossetti e mons. Luciano Gherardi.

 

Tombe di Don Dossetti e Mons.Gherardi

 

Dossetti nell’immediato dopoguerra fece parte dell’Assemblea Costituente, che aveva il compito di elaborare e proporre il progetto della Costituzione Italiana e lui in particolare fece parte della prima sottocommissione sui diritti e doveri dei cittadini. Abbandonò in seguito la militanza  politica e si impegnò sul piano religioso e culturale. Nel 1956 emise i voti religiosi con  i primi membri della comunità monastica “Piccola famiglia dell’Annunziata” e nel 1959 venne ordinato sacerdote. Nel 1984  l’arcivescovo  Giacomo Biffi durante il pellegrinaggio a Monte Sole dà mandato alla Comunità monastica di don Dossetti, insediatesi alla Casetta, il compito di restare in suo nome e in sua rappresentanza. Da quel momento avvia il proprio insediamento stabile a Casaglia per quella che  don Dossetti definirà la “Diaconia di Monte Sole”.

Alcuni anni prima di morire aveva chiesto ed ottenuto di poter essere sepolto nel cimitero di Casaglia, luogo simbolo di Monte Sole e dal dicembre del 1996, anno della sua morte, riposa in una semplice tomba accanto a due alberi piantati da giovani israeliani e palestinesi in segno di pace.

 

 Don Dossetti                      Copertina del libro Le querce di Monte Sole

 

A lato della tomba di Don Dossetti riposa Mons. Luciano Gherardi, che era stato compagno di studi di Don Ubaldo Marchioni e  Don Giovanni Fornasini che saranno poi martirizzati a Monte Sole. E ’noto soprattutto per aver scritto il libro: “Le querce di Monte Sole”, che riporta sul retro l’omonima poesia, riprodotta nel monumento collocato a San Martino.

Don Gherardi spiega perché ha scritto il libro. "E' stato un atto di liberazione, un risarcimento …. Il tema entrò nel reticolo dell'attenzione nel XXX anniversario della Liberazione, quand'ero impegnato come vicario episcopale per il settore culturale. Era un tema che toccava la comunità dei cristiani. Facendo  le conferenze …… mi accorsi che la storia della comunità nel suo insieme, la gente umile e inerme che trema come una foglia ma reagisce in modo splendido, era stata rimossa. Era rimasta soltanto la cronaca degli orrori." Ecco allora Le querce di Monte Sole.

Con l'istituzione del Parco Storico di Monte Sole nel 1989, entrerà a fare parte del Comitato per la ricerca e la consulenza storica. Fino alla sua morte, avvenuta il 20 settembre  1999, Mons. Luciano Gherardi ha continuato a dividersi fra gli studi storici e liturgici, la vita pastorale e i vari incarichi ecclesiastici. Per il suo particolare legame con la storia di Monte Sole ora riposa nel cimitero di Casaglia.