ONORANZE A SAN PETRONIO

 I bolognesi vedevano la loro città sostenuta dalle mani di S. Petronio: scolpita o dipinta, era un'immagine essenziale, ma non contrastante con la realtà in cui si svolgeva la vita di tutti i giorni, stretta nelle cerchia di mura e dal fitto emergevano torri e campanili. Nel 1376 Bologna aveva riconquistato la sua antica libertà, ribellandosi al governo pontificio e negli Statuti seguenti fu introdotto un articolo sul patrono che è il seguente: <<Venerazione dovuta a San Petronio confessore, protettore e difensore del popolo e della città di Bologna e fiera da tenersi nella stessa città nella ricorrenza della sua festa>>.Lo stesso statuto prescriveva che fosse fatto un reliquiario d'argento, del valore di circa 200 ducati d'oro, per coprire il capo del santo.
L'esecuzione dell'opera fu affidata a Jacopo Roseto, un orafo famoso, che quando l'ebbe finita la sottoscrisse e la datò con una scritta: <<Correndo l'anno 1380, quest'opera insigne fu fatta al tempo della libertà del governo popolare e delle arti del comune di Bologna, per ornamento del sacro capo del suo santissimo Protettore>>.

La professione di fede nel santo patrono, è il punto d'arrivo di un luogo processo devozionale e ideologico, che fra i tanti patroni tradizionalmente invocati dai bolognesi attribuì a San Petronio un rilievo progressivamente crescente, fino a diventare preminente per non dire esclusivo. Fino all'ultimo ventennio del XIV secolo San Petronio era stato rappresentato vestito con abiti vescovili, talvolta con un libro chiuso in mano, talvolta senza alcun segno d'identificazione. A partire dal 1380, la sua immagine si caratterizza capovolgendo l'antico e ben noto schema iconografico che rappresentava il fondatore di una chiesa nell'atto di offrirne il modello al Santo cui era dedicato; San Petronio fu rappresentato nell'atto di sostenere fra le sue mani inguantate il modello della città.
Così è raffigurato dalla statuetta che corona la cupside del reliquiario e in un'altra statuetta contenuta in una delle più piccole nicchie che ornano il nodo del reliquiario. Più tarda, ma non di molto, l'analoga statua marmorea, e di ben diverse proporzioni, venne riprodotta e posta in uno dei tondi della facciata della Loggia della Mercanzia.