TRADIZIONI IN PIAZZA MAGGIORE

Il centro, fisico nel quale converge e sistemò il sistema cittadino, ma attorno al 1880, dopo che il comune aveva dirottato su altri spazi il tradizionale, era già iniziato lo svuotamento della piazza.

MERCATO
Le piazze una volta servivano soprattutto per l'attività commerciale. Il popolo per motivi d'organizzazione militare, poteva anche essere convocato nelle
Chiese,

 

come appunto avvenne a Bologna, ma per l'esibizione di merci in una città l'unico luogo era la piazza centrale. Il mercato era eseguito il sabato, che era anche il giorno delle sentenze , dell'esecuzione e dei comunicati comunali. Un mercato come quello che si teneva in Via Ugo Bassi era forato ma anche utilizzato come "palestra" d'incontri e scontri delle condizioni e degli umori di una grande città.
Ogni giorno le rivendugliole (treccole), i rigattieri (zavagli), le ortolane, pollaioli, strazzaroli, i formaggiai, i pignattari...
Vi portavano le loro merci su carretti che si trasportavano ma anche banchi di vendita.
I mestieri di queste persone dietro origine a intestazioni di alcune importanti vie bolognesi: via degli ortolani, via dei pignattari, via degli orefici ....
Il mercato non era come oggi, era invece un'occasione cercata e attesa; oggi non esiste più il rito della contrattazione, che vivacizzava i mercati tradizionali come la stessa piazzola bolognese (immagine pag.117 alto a destra).
La fiera oltre al mercato giornaliero e quello settimanale si teneva in piazza Maggiore , la fiera annuale. L'origine di questa era religiosa , iniziava il 14/8 e durava una settimana.
Nell'anno 1444, quando le autorità cittadine, della ditorio contenuta l'anno prima contro le armate.