IL TRECENTO A BOLOGNA

Il Trecento fu un secolo a cavallo tra il Medioevo e l'Età moderna. A Bologna in questo secolo ci fu una grande crisi (come in quasi tutta l'Europa) e la città, da metropoli europea, divenne un centro culturale, economico e politico di scarsa importanza; risentì molto della terribile epidemia di peste nera del 1338, che ridusse la popolazione del 35%. Tra il 1327 e il 1385 fu costruita la terza cerchia di mura. La crisi politica del Trecento a Bologna nasceva dalla necessità di superare il sistema politico- economico comunale, ormai distrutto dalle continue lotte tra le fazioni. Bologna era troppo debole perché sottometta gli altri comuni vicini e troppo forte per essere conquistata; rimase perciò indipendente più degli altri comuni dell'Italia settentrionale. Nel 1327 Bologna si affidò quindi al cardinale Bertrando del Poggetto, che li era stato inviato dal Papa avignonese con l'intento di creare nella Pianura Padana uno stato vassallo

Della Chiesa. Questi però nel 1334 fu cacciato e Bologna tornò ad essere un Comune fino a quando nel 1337 Taddeo Pepoli si fece nominare Signore di Bologna. Nel 1347, morto Taddeo, i figli vendono Bologna ai Visconti e nel 1355 il vicario dei Visconti si autoproclama Signore di Bologna.La città fu per molto tempo contesa tra i Visconti e il cardinale Egidio d'Albornoz, fino a quando nel 1360 fu ceduta all'oleggio d'Albornoz. La battaglia di San Ruffillo nel 1361 mise Bologna sotto il dominio della Chiesa, che la governò attraverso dei legati pontifici. Nel 1376 Bologna, approfittando della lotta tra il Papato e Firenze, si ribella e per la seconda volta si dichiara un Comune libero, e inserisce nel suo stemma la parola "libertas". La città era governata da poche famiglie aristocratiche. La restaurazione del regime comunale riportò in città quell'energia che tanti anni di crisi le aveva sottratto. Nei 25 anni che durò il nuovo Comune, la città ebbe una ripresa economica e culturale notevole. A Bologna lo stile architettonico prevalente era quello gotico e le opere più importanti realizzate furono le Chiese di S. Petronio, palazzo dei Notai, palazzo della Mercanzia e palazzo Re Enzo.