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ALIMENTAZIONE INADEGUATA E MALATTIE

Povertà e ignoranza dei principi della corretta nutrizione sono alla base di alimentazioni inadeguate causa di malattie anche mortali, come il beri-beri o lo scorbuto.
BERI-BERI. Il nome di questa malattia deriva dalla parola singalese "beri", che significa " debolezza", e infatti produce nell'organismo una debolezza che può giungere alla morte.
E' diffusa soprattutto nei paesi dell'Estremo Oriente, dove l'alimentazione dei poveri è basata quasi solo su riso bollito. L'involucro che riveste i chicchi del riso è ricco di vitamina B1, ma viene eliminato con la brillatura.
Scoprirlo non è stato facile!
Il primo a supporre che la sua origine andasse ricercata in una carenza alimentare fu il medico della marina giapponese Takaki, che ebbe modo di osservarne, alla fine del secolo scorso, gli effetti terribili sugli equipaggi ( quasi il 20% dei marinai giapponesi soffriva di questo terribile male). Egli pensò che quanto accadeva poteva essere la conseguenza della dieta inadeguata, compoosta quasi esclusivamente di riso brillato; ottenne l'autorizzazione per un viaggio speciale a bordo del Tsukaba, durante il quale si sarebbero somministrati pasti variati con l'aggiunta di carne, latte e legumi. Al termine del viaggio non si erano registrati morti e i 14 marinai ammalati di beri-beri si erano rifiutati di seguire la nuova dieta: aveva provato la causa della malattia, non era riuscito però a comprenderne il meccanismo.
Fu il dott. C. Eijkman, medico coloniale olandese, che, ottenendo sperimentalmente il beri-beri nelle galline, concluse che la malattia era dovuta alla mancanza di qualche sostanza contenuta nell'involucro del riso e che veniva eliminata col processo di brillatura.
SCORBUTO. E' una malattia causata dall'assenza di vitaminaC. Essa si trova soprattutto nei vegetai freschi e non negli alimenti conservati, quindi lo scorbuto è una malattia tipica dei marinai.
Nei secoli scorsi interi equipaggi dovettero fronteggiarla, durante i lunghi viaggi per mare, come ci testimoniano i diari di bordo di spedizioni famose (Magellano, Cartier)

RACHITISMO. Nel romanzo Cent'anni di solitudine si racconta dello strano vizio di Rebeca, una bambina rachitica, con la pelle verde e il ventre rotondo e teso come un tamburo, a cui piaceva soltanto mangiare la terra umida del patio e i calcinacci che staccava dal muro con le unghie.

Quella di Rebeca è una usanza che esiste ancora oggi presso numerose popolazioni, si chiama GEOFAGIA (clicca se vuoi saperne qualcosa di più). Affetta da una fame più vecchia di lei, cercava in questo modo di procurarsi il calcio necessario alla crescita delle ossa che stavano comunque deformandosi per la mancanza di vitamina D. Il rachitismo infatti è una malattia collegata alla carenza di vitamina D, senza la quale le ossa si formano male e quindi si deformano.

 

 

ALTRI EFFETTI DELLA DENUTRIZIONE

 

Il rischio della fame e della denutrizione ha sempre accompagnato l'esistenza dell'uomo, assumendo dimensioni tragiche quando le calamità naturali o le devastazioni causate dalle guerre compromettevano i raccolti. Forse la carestia più nota nel nostro continente è quella che colpì l'Irlanda nel 1846, quando una malattia distrusse i raccolti di patate su cui si basava l'alimentazione del paese: si stima che un milione e mezzo di persone siano morte allora per fame.

Oggi, però, fame e denutrizione non sono più legate a fatti isolati come le carestie e colpiscono stabilmente intere popolazioni dei Paesi più poveri con gli effetti devastanti descritti nel seguente brano (che riporto da una antologia):

 

 

 

In un suo libro sull'alimentazione, Alan Berg fornisce un quadro suggestivo degli effetti della denutrizione: "La luce della curiosità assente dagli occhi dei bambini. Ragazzi di dodici anni con la statura fisica di un bambino di otto. I più piccoli che non hanno l'energia necessaria per scacciare le mosche che si raccolgono intorno alle piaghe sui loro volti .Riflessi lenti come di agonizzanti negli adulti che attraversano vie piene di traffico. Madri di trent'anni che ne dimostrano sessanta. Sono tutte immagini comuni nei paesi in via di sviluppo; tutte riflettono una nutrizione inadeguata; tutte hanno conseguenze sociali".

Le conseguenze della denutrizione si sono rivelate in tutta la loro drammatica chiarezza nell'estate del 1968 allorché l'India indisse a Nuova Delhi delle gare per selezionare una squadra di atletica leggera da mandare alle Olimpiadi di Città del Messico. Benché la popolazione indiana contasse allora 525 milioni di individui, nessuno dei concorrenti riuscì a raggiungere la qualificazione per le Olimpiadi in nessuna delle trentadue specialità dell'atletica leggera. Tecniche di allenamento superate e mancanza di un sostegno pubblico ne erano in parte responsabili, ma la diffusa denutrizione contribuì indubbiamente a questa cattiva prestazione. Invece i giovani del Giappone di oggi sono un bell'esempio dei cambiamenti fisici positivi che un miglioramento della nutrizione può apportare: ben nutriti fin dall'infanzia in conseguenza del benessere raggiunto dopo la guerra, i ragazzi delle strade di Tokyo sono in media più alti di circa cinque centimetri rispetto ai loro genitori.

Le proteine sono altrettanto importanti per lo sviluppo mentale che per la crescita fisica. Una carenza proteica nei primi anni della vita compromette lo sviluppo del cervello e del sistema nervoso centrale, riducendo in modo permanente la capacità di apprendimento: non vi è nutrimento o miglioramento ambientale negli anni successivi che possa riparare il danno apportato.

Se vuoi avere un quadro delle malattie più diffuse attualmente nei paesi occidentali e legate alla nutrizione clicca qui