La Banca mondiale

La Banca Mondiale nacque nel luglio 1944 insieme al Fondo Monetario Internazionale per opera dei delegati di 44 nazioni, con l'obiettivo di farne i pilastri della nuova struttura preposta a regolare l'economia e la finanza mondiale. Attualmente i paesi aderenti sono 182 e la BM ha sede a Washington.
La comunità internazionale assegnò ad essa il ruolo indicato dal suo nome: Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo. I primi prestiti della Banca furono realmente diretti alla ricostruzione delle economie europee distrutte durante la seconda guerra mondiale, ma quando l'Europa terminò la sua ricostruzione, la banca volse lo sguardo verso i paesi più poveri del pianeta, facendo della promozione del loro progresso il suo obiettivo centrale.
Ufficialmente lo scopo della BM è perciò quello di favorire lo sviluppo dei paesi poveri, fornendo loro prestiti e assistenza tecnica in progetti specifici . Nei suoi primi due decenni di vita, due terzi dei contributi hanno finanziato progetti idroelettrici e di trasporto.
La BM è una banca di investimento che riceve soldi dai soggetti investitori e li "gira" ai paesi richiedenti. Proprietari della banca sono i 182 paesi che la costituiscono e la banca è finanziata sia dalla vendita di obbligazioni a governi, banche, assicurazioni, imprese e privati di tutto il mondo, sia dalle sovvenzioni a fondo perduto versate dai paesi aderenti.
A guidare la BM, come anche il Fondo Monetario Internazionale, sono i rappresentanti di tutti i paesi membri, però in realtà la struttura gestionale è organizzata in modo tale da favorire i paesi più ricchi del Nord. Questo anche perché il potere di voto è proporzionale al contributo versato.
Sia la Banca mondiale che il FMI condividono lo stesso modello per realizzare i loro obiettivi: il modello "neoliberale" dell'economia mondiale, quello che caratterizza anche le politiche economiche del
G8 e del WTO.
Questo tipo di orientamento non rappresenta certo una soluzione ai problemi della povertà e del sottosviluppo. Infatti i paesi più poveri ottengono prestiti dalla Banca Mondiale soltanto a condizione che sottoscrivano piani di aggiustamento strutturale che espongono i paesi allo sfruttamento nello stesso momento in cui condannano milioni di cittadini a una povertà ancora maggiore.
Un movimento critico a livello mondiale ha chiesto una radicale riforma della Banca mondiale soprattutto per rendere questa istituzione maggiorment+e democratica e attenta a quelli che subiscono le sue politiche. A parole la BM ha cambiato atteggiamento conformemente a queste critiche, ma nella pratica non si è visto nessun cambiamento reale.

 

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