La campagna di denuncia contro la Del Monte

La campagna di denuncia contro una delle grandi multinazionali, la Del Monte, per le condizioni di lavoro nelle piantagioni di ananas in Kenya è stata promossa dal gruppo di Gesualdi "Centro Nuovo Modello di Sviluppo", ed è stata possibile anche grazie alla collaborazione di Coop Italia. Queste sono le tappe fondamentali della vicenda, che si è conclusa con un successo, come le descrivono i promotori stessi. "Quando lanciammo la campagna Del Monte l’1-11-1999 non pensavamo che potesse avere un successo così rapido. Il Centro Nuovo Modello di Sviluppo ha condotto un'inchiesta sulle condizioni di lavoro della piantagione in Kenya appartenente alla società. L’inchiesta ci conferma che tutte le denunce fatte circa i salari bassissimi, le condizioni igieniche inadeguate, i comportamenti antisindacali, l'utilizzo di pesticidi dannosi per la salute, erano fondate. Per protestare contro questo stato di cose il Centro Nuovo Modello di Sviluppo ha concordato il lancio della campagna "Diciamo no all’uomo Del Monte". Le richieste erano di migliorare le condizioni di lavoro, i salari, la sicurezza e i diritti sindacali nella piantagione. Si chiedeva anche la creazione di una commissione indipendente con il compito di verificare il rispetto dei diritti del lavoratori. Visti i legami che la Del Monte ha sia con le catene dei supermercati che con il mondo sportivo, la campagna di pressione si è rivolta alla Coop, che vende con il proprio marchio ananas della Del Monte, e all'Associazione Calciatori. Alla Coop si è chiesto di compiere passi concreti per far cambiare i comportamenti della Del Monte, all'Associazione Calciatori di impegnarsi a non accettare sponsorizzazioni da parte di imprese che non rispettano i diritti dei lavoratori. Nonostante la negazione di ogni addebito (la Del Monte si è addirittura dichiarata vittima di una macchinazione orchestrata dalla concorrenza, individuata nel Commercio Equo e Solidale che aveva avviato la commercializzazione di ananas cubani) le ispezioni eseguite in Kenya dalla Coop hanno evidenziato gravi ed inaccettabili problemi nella piantagione, confermando in questo modo le nostre denuncie. A questo punto la Del Monte Italia si è arresa. La società si è impegnata ad attuare un piano di miglioramento per quanto riguarda i salari, l'uso dei pesticidi, le condizioni igienico-abitative nella piantagione kenyota. Con il raggiungimento di questi risultati noi consideriamo chiusa la campagna di pressione pubblica. Rimane invece sempre attiva la vigilanza da parte del nostro centro. Questo successo è per noi la dimostrazione che se i consumatori sanno muoversi con intelligenza hanno una grande potenzialità."

 

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