Il neocolonialismo

I Paesi colonizzati credevano che una volta indipendenti sarebbero finiti tutti i loro problemi, ma non fu così. In questi nuovi stati mancavano infatti le condizioni essenziali per avviare un processo di sviluppo economico: capitali, manodopera qualificata, infrastrutture (trasporti, ferrovie ecc...).
Per realizzare tali condizioni occorrevano grandi finanziamenti che potevano venire solo dai paesi ricchi, gli stessi che prima erano colonizzatori. Si venne così a creare una nuova forma di dipendenza che prese il nome di neocolonialismo.
Con questo termine si indicano quell'insieme di rapporti politici ed economici attraverso i quali una grande potenza impone una politica di controllo e di sfruttamento su territori che in passato erano sotto il suo controllo coloniale o che comunque sono in una condizione di dipendenza economica. .
Le ragioni che stanno all'origine del neocolonialismo sono varie (desiderio di acquisire potere, prestigio, sicurezza nazionale e vantaggi diplomatici), ma la più importante è quella economica: lo stato che opera in una prospettiva neocoloniale vuole reperire materie prime, forza lavoro, trovare mercati per la propria produzione, imporre la coltivazione dei prodotti che poi compera a un prezzo molto basso.
Molti paesi ex colonizzatori influenzano poi la politica economica dei nuovi stati del Terzo Mondo anche grazie al controllo che esercitano su alcune organizzazioni internazionali come la
Banca Mondiale o il Fondo Monetario Internazionale.
Le pratiche e gli effetti della politica neocoloniale sono rilevabili attraverso parametri economici come gli investimenti; i prestiti (che hanno poi prodotto l'enorme problema dell'
indebitamento); le politiche commerciali o manifatturiere, che spesso sono in mano alle multinazionali; i programmi di "aiuto" che finiscono con il proteggere gli interessi degli imperialisti mantenendo deboli e dipendenti i Paesi Poveri.
Ci sono due modi per sottrarre ricchezza al Sud: il saccheggio diretto e il saccheggio indiretto.
Il saccheggio diretto avviene con le multinazionali che spesso gestiscono le produzioni attraverso il possesso di piantagioni, miniere e industrie.
In questo modo il saccheggio avviene pagando tasse basse, dando salari miseri e pochissimi diritti di estrazione.
Il saccheggio indiretto invece avviene attraverso il meccanismo dei prezzi: i produttori locali, che gestiscono le produzioni, commerciano solo con le grandi multinazionali, che circa da una decina d’anni hanno abbassato i prezzi dei prodotti del Sud mentre i prezzi dei prodotti del Nord sono saliti.
Un altro elemento determinante nell’impoverimento del Sud è legato al debito: per pagare i debiti e gli interessi il Sud trasferisce al Nord miliardi di dollari che derivano dalle esportazioni, quindi è come se il Sud spedisse merce senza ricevere nulla in cambio.

 

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