La politica della Nestlè nei paesi in via di sviluppo

La Nestlè è una delle multinazionali più potenti del mondo nel campo agro-alimentare. Tra i suoi prodotti c’è il latte in polvere per neonati, che questo grande gruppo ha cercato di imporre come modello alimentare per l’infanzia nei paesi del Sud. Questa campagna di penetrazione commerciale ha prodotto gravi danni alla salute dei bambini. e sia l’UNICEF che l’OMS hanno scoperto centinaia di scorrettezze da parte della Nestlé.
Infatti ogni giorno 4000 bambini nel Terzo Mondo potrebbero essere salvati dalla morte per malattie di denutrizione se fossero allattati al seno invece che con il biberon. Nel Terzo Mondo l’allattamento al seno è stato smesso in molti casi perché le donne, grazie a imponenti campagne pubblicitarie, credevano nei vantaggi del latte in polvere, e dicevano di essere state consigliate dai medici. Grazie alla pubblicità il biberon è diventato simbolo di salute; inoltre le ditte si mettono in contatto con i medici locali e, grazie a corsi e seminari, li convincono a far entrare i loro prodotti in uso negli ospedali.
Una delle tattiche pubblicitarie usate dalla Nestlè è distribuire latte in polvere gratis nei reparti di maternità degli ospedali; anche alle madri ne viene spesso dato un barattolo campione da portare a casa.
Dare il latte con il biberon ai neonati provoca la mancanza del latte materno e così poi non si possono più allattare i bambini al seno. A casa le madri devono di conseguenza comprare il latte, e così aumentano i guadagni della multinazionale, ma anche le malattie e la denutrizione dei bambini.
Infatti l’acqua con cui viene preparato il latte spesso è malsana e non si possono sterilizzare biberon e tettarelle. Madri povere e con poche conoscenze igieniche danno ai loro bambini latte in biberon sporchi, con tettarelle su cui si posano le mosche: le conseguenze sono infezioni intestinali spesso mortali.

 

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