I piani di aggiustamento strutturale

Nel 1982, il Messico dichiarò di non poter più pagare i suoi debiti, così il Fondo Monetario Internazionale intervenne in suo aiuto per salvare le banche creditrici; in cambio il Messico fu però costretto ad attuare riforme che facevano del pagamento del debito l'obiettivo primario del paese. Nacquero così i primi Piani di Aggiustamento Strutturale.
Il principio che sta alla base dei PAS è che per pagare il debito un paese deve riuscire a guadagnare molto e spendere poco.
E' quindi necessario:
1. ridurre la spesa pubblica, privatizzando le imprese e tagliando le spese per l'istruzione e la sanità;
2. aumentare l' esportazione di materie prime e prodotti, sostituendo le colture di sussistenza con produzioni agricole commerciabili e sfruttando le risorse naturali;
3. alzare i tassi d'interesse ed eliminare i limiti al libero movimento di capitali;
4. ridurre i dazi e le barriere al libero flusso di prodotti e servizi.
Gli effetti dei PAS sulle economie e sulle popolazioni dei paesi debitori sono però spesso molto negativi. Secondo un rapporto del 1996 elaborato dalla stessa
Banca Mondiale per verificare le conseguenze sociali dei PAS, in 8 dei 23 paesi esaminati si è verificato un aumento della povertà, mentre in 11 paesi dei 15 rimanenti, la povertà è diminuita meno del 2%.
I tagli alle spese sociali hanno infatti portato ad un incremento della mortalità infantile e alla diminuzione del livello scolare; le privatizzazioni e la stretta monetaria hanno fatto crescere la disoccupazione; la svalutazione della moneta ha portato nel giro di una decina d'anni ad una riduzione del potere d'acquisto dei salari.

 

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