Scuola elementare "B. Ciari" di Cocomaro di Cona (FE) - La ricerca sulle "conte"

Perché le "conte"

Da circa cinque anni nella scuola elementare di Cocomaro di Cona, in provincia di Ferrara, stiamo conducendo una ricerca sulle "CONTE" cioè su quelle filastrocche che i bambini usano per scegliere chi di loro comincerà a "star sotto" per primo in un gioco di gruppo.
Ci piacciono molto perchè sono originali, fantasiose, divertenti e musicali.
Ci piacciono perchè "suonano bene" quando si recitano, ci piacciono appunto per il ritmo che è semplice, primitivo nel senso che ci appartiene come il battito del cuore, come il respiro. Ci fanno sorridere per la rima che diverte sorprendendo, che facilita il ricordo, che invita a nuove trasformazioni (non è un caso che molte filastrocche o canzoncine siano state adattate per la conta).
Ci incuriosiscono per la solennità dei gesti che accompagnano le parole, perchè giustificano a volte l'impiego delle parolacce, per l'uso del non-sense, per la possibilità di usare l'ironia o di prendere in giro qualcuno di più grande o più autorevole (vedi tutta la serie sui re, principi, militari o insegnanti).
Ci affascinano perchè assomigliano a formule magiche, ad incantesimi, a scongiuri o a sortilegi.
Sono coinvolgenti sia per chi le recita che per chi partecipa alla "conta", perchè l'uno prova piacere ad esprimersi in uno strano linguaggio tra il parlato ed il cantato, mentre gli altri sono attenti e stupefatti perchè, in quel momento, si sentono partecipi di un vero e proprio rito collettivo.
E poi le "conte" non invecchiano mai perchè sono i bambini che le mantengono vive, le adattano, le trasformano, le stravolgono, ne inventano di nuove e le condividono. Ci piacciono perchè servono al gruppo: è infatti il gruppo stesso che si organizza dandosi delle regole condivise quindi democratiche per evitare ingiustizie e prepotenze nella scelta del bambino che dovrà cominciare il gioco.
È pur vero che per i bambini di oggi ci sono meno occasioni per giocare in gruppo: la realtà dei rioni o dei borghi o dei giochi in strada purtroppo non fa più parte del nostro tempo e i bimbi spesso si ritrovano a giocare da soli in casa. Oggi poi il gioco è spesso condizionato dal giocattolo preconfezionato che non lascia molto spazio all'aspetto corporeo.
Le "conte" invece si usano proprio come criterio "oggettivo" di scelta soprattutto in giochi di gruppo basati sull'uso del corpo: nascondersi, rincorrersi, catturarsi.
Per quanto riguarda le finalità della nostra ricerca è ovvio che il nostro scopo non è certo quello di fingerci ricercatori: non abbiamo nè la competenza nè gli strumenti nè il tempo per poterlo fare. Però crediamo che quello delle "conte" sia un patrimonio che non deve andare disperso e noi, seppur nel nostro piccolo, stiamo provando a fare del nostro meglio tentandone un recupero sia storico che nelle attività di gioco.

Mauro Presini


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Mauro Presini, insegnante della Scuola elementare "B.Ciari" di Cocomaro di Cona (FE)