Il primo quaderno sulle "Conte"

- PREMESSA -

a cura del dott. Gian Paolo Borghi

Anno Scolastico 1996-97

Nella cultura orale/tradizionale le rime infantili avevano la funzione di fornire una primaria forma d'intrattenimento e di comunicazione verbale. Con il trascorrere degli anni, il repertorio linguistico del bambino veniva ad arricchirsi progressivamente di nuovi testi formalizzati (conte, filastrocche, scioglilingua, ecc.), appresi dagli adulti e dai coetanei, che consentivano di facilitare l'instaurazione di rapporti socializzanti con motivazioni sia ludiche sia del vivere quotidiano. Non sempre le rime erano specificatamente create per il (o dal) mondo infantile, ma ad esso potevano pervenire anche dopo la perdita di altre funzioni comunitarie, spesso di carattere magico-rituale. La ricerca di queste forme popolari attivata dalla scuola elementare "Bruno Ciari" di Cocomaro di Cona nella sua prima fase attuativa ha costituito un approccio alle modalità culturali del passato e, al tempo stesso, ha offerto nuovi motivi d'incontro tra insegnanti, alunni e testimoni della cultura tradizionale (nonni, genitori, ecc.). Le tradizioni popolari intese come studio di storia civile avevano già trovato, nel settecentesco "secolo dei lumi", un loro convinto ed appassionato propugnatore in Ludovico Antonio Muratori, il quale - nel suo secondo volume delle Opere (Della pubblica felicità) - asseriva che sarebbe stato di "pubblico benefizio" e di "pascolo giovevole" conoscere "quali costumi professassero gli antichi Romani, Egizziani, Persiani, le repubbliche della Grecia e simili altri popoli colti dell'antichità, e quali fossero le loro leggi, la milizia, la mercatura, la navigazione, ecc.". Una tra le tante motivazioni addotte dal grande studioso per incoraggiare tali studi è, senza ombra di dubbio, ancora oggi di grande attualità: "Infin ciò che era difettoso in essi, chi sa che non aiuti noi a correggere gl'inganni, errori e mancamenti nostri?". L'approfondimento della ricerca attraverso i moderni sistemi informatici ha caratterizzato la seconda fase operativa della scuola elementare "Bruno Ciari" di Cocomaro di Cona ed ha consentito, da un lato, un arricchimento demologico-informativo di grande portata quantitativa e qualitativa e, dall'altro, di comprendere - a dispetto di quanto oggi si vada sciaguratamente affermando da qualche parte - che la conoscenza delle culture "altre" e delle etnie contribuisce ad affratellare i popoli e non a dividerli. Il secondo fascicolo di questa raccolta renderà piena testimonianza di quanto andiamo affermando.

Gian Paolo Borghi Responsabile del Centro Etnografico Ferrarese


PICCOLA GUIDA BIBLIOGRAFICA
Poiché le filastrocche infantili presentano caratterizzazioni sufficientemente omogenee in molte aree elenchiamo, a titolo esemplificativo, alcuni titoli sia di carattere generale sia relativi alla nostra regione precisando che ogni volume citato riporta a sua volta altri suggerimenti bibliografici:
M. BORGATTI, Folklore emiliano raccolto a Cento, Firenze 1968;
L. CASSINADRI - L. PANTALEONI, Arin bucin. Filastrocche popolari emiliane, Correggio (Reggio Emilia) 1983;
T. DE MAURO - M. LODI, Lingua e dialetti, Roma 1979;
M. DI STEFANO - R. GOITRE, Ari bari cutiri cutari. Rime infantili del piacentino per l'educazione musicale di base, Piacenza 1979;
G. FERRARO, Canti popolari piemontesi ed emiliani (a cura di R. Leydi e F. Castelli), Milano 1979;
ID., Ambarabà, Milano 1979;
S. LA SORSA, Come giuocano i fanciulli d'Italia, Napoli 1937 (rist. anast., Milano 1979);
P. TOSCHI, Guida allo studio delle tradizioni popolari, Roma, 1941;
O. TREBBI - G. UNGARELLI, Costumanze e tradizioni del popolo bolognese, Bologna 1932 (rist. anast., Sala Bolognese 1976).

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Questa pagina è stata realizzata da:
Mauro Presini, insegnante della Scuola elementare "B.Ciari" di Cocomaro di Cona (FE)