CITTA' IDEALE
Nel Rinascimento vi è una fioritura di modelli teorici di città ideali.
Queste raffigurazioni, caratterizzate da una rigorosa simmetria, si basavano non più sulla casualità ma su di una concezione razionale degli spazi e delle strutture.
Nasce pertanto un'idea di città tesa a rispondere ad esigenze di purezza, armonia ed equilibrio.
Questo ideale fu utilizzato come modello per ridisegnare città esistenti e progettarne di nuove.
Un precoce esempio di questo fenomeno è costituito dai nuovi insediamenti realizzati sul territorio di Firenze, tutti progettati secondo un tracciato geometrico e raggruppati attorno ad un quadrato centrale.
Almeno uno degli edifici più importanti di ogni città, la chiesa o il palazzo, doveva affacciarsi sulla piazza centrale, spesso definita da un porticato.
Queste nuove aree urbane erano circondate da mura difensive altrettanto regolari.
L'esempio più precoce di questo fenomeno è forse costituito dalla città di Pienza, voluta da papa Pio II°, dove la facciata classica della chiesa e quella del palazzo ad essa adiacente, si completano a vicenda.
Il dipinto che raffigura una città ideale del XV° secolo mostra nel modo più vivido le qualità che queste piazze e città ideali dovevano possedere, una volta completate.
La città è impiantata su una griglia prospettica, mentre l'elevazione di ciascun edificio è segmentata per mezzo di forme classiche quali il portico e la trabeazione.
L'elemento maggiormente idealizzato è rappresentato dalla chiesa circolare, al centro.
Data l'assoluta regolarità del progetto, nel suo insieme, e della struttura architettonica, risulta impossibile aggiungere o sottrarre alcunchè al disegno senza comprometterlo.

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