Tra il 1420 e il 1446 Brunelleschi
realizzò da solo la nuova architettura di cui la cupola è
l'esempio più significativo.
La cupola del Duomo
di Firenze
assume la dimensione di un'entità figurativa risolutiva di tutta
l'organizzazione urbana nel suo territorio. Il primo significato della
cupola nasce dall'aver affermato con coerenza che non si trattava soltanto
di creare un'altra grande opera ma di avere una nuova dinamica di rapporti,
una struttura capace di riassumere e coordinare le forme preesistenti e
future. Nella realizzazione della cupola intervengono le idee architettoniche
nel modo di concepire un'opera rinascimentale ma anche soltanto tecniche
che potevano risolvere i problemi strutturali. Il problema della cupola
affannava da anni gli operai del Duomo, da quando cioè era stato
costruito il tamburo ottagonale e non restava, per completare la fabbrica,
che coprirlo con la grande volta. Ma come costruire e dove appoggiare le
enormi centine di legno, le armature che avrebbero dovuto sostenere la
cupola fino alla sua chiusura definitiva con la chiave di volta? Brunelleschi
trovò una soluzione rivoluzionaria: piuttosto che ricopiare il metodo
romano di costruzione a calotta (Pantheon) o quello medioevale delle centine,
propose di alzare la cupola senza armature, inventando una nuova tecnica
basata sul calcolo, che sarà poi ripresa anche da Michelangelo.
L'architetto equilibrò la cupola mediante una doppia calotta, una
collegata all'altra ricorrendo per esempio ad un migliore scarico dei pesi
e a vari accorgimenti, fra cui quello a "spina di pesce". La cupola ha
una forma gotica perchè è ad arco acuto; ciò era necessario
forse per ragioni tecniche ma anche per un preciso rapporto con il resto
del Duomo che è pur sempre gotico; tuttavia essa è anche
rinascimentale per la sua monumentalità e il suo volume che è
definito nello spazio.
Nel 1436 finalmente la grande volta era chiusa eppure l'opera non era
completa: mancavano le quattro tribune alla base del tamburo che vennero
costruite tra il 1439 e il 1445. La lanterna è l'ultimo elemento
per il completamento della cupola. La lanterna ha lo scopo di illuminare
l'interno della cupola; i lavori iniziarono nel 1446, pochi mesi prima
della morte del Brunelleschi e l'esecuzione venne affidata a Michelozzo.
La cupola domina il panorama dell'intera città, non solo per l'altezza
(oltre 105 metri da terra e 51 metri di diametro), ma anche per il volume.
Occupa quasi il centro geografico di Firenze e della sua vallata e ne costituisce
il punto di riferimento e il perno. Nella sua imponenza c'è uno
straordinario accordo con la città e soprattutto con i monti circostanti:
l'opera, pur dominando la natura, non la stravolge ma la esalta mettendosi
in relazione con essa. La cupola dunque rappresenta, nel modo più
evidente, l'idea
rinascimentale dell'uomo, padrone in virtù della ragione, dell'ambiente
circostante, non per conquista ma per accordo naturale. E proprio per l'
intervento del Brunelleschi che Firenze, pur essendo ancora in sostanza
medioevale, si propone sempre fino ad oggi come città
"rinascimentale". Le realizzazioni e i progetti più importanti
del '400 sono legati ai nomi di grandi committenti ( Medici,
Montefeltro, Estensi, Gonzaga, Piccolomini) e di grandi architetti (Brunelleschi,
Alberti,
Michelozzo,Pesellino,
Laurana, Rossetti ecc.). Gli interventi sono fortemente caratterizzati
dalle esigenze e dalle personalità del committente; si tratta dunque
di strutture e di forme nelle quali sono soprattutto gruppi di potere a
rispecchiarsi.
come l'abbiamo vista noi