Io,
Elisabetta I Tudor, figlia di Enrico VIII e della
seconda moglie AnnaBolena, regina di Inghilterra
e Irlanda nacqui a Londra nel 1533 e morii nel 1603; il mio regno durò
dal 1558 al 1603.
Fui l'ultima regnante della dinastia
Tudor.
Venni nominata erede al trono dopo
la morte dei miei fratelli Edoardo VI Tudor
e Maria I Tudor, anche se una legge del 1536 (che
consentì a mio padre Enrico VIII di sposare la terza moglie, Jane
Saymour) annullò il matrimonio tra i miei genitori e mi rese
figlia illegittima.
Di fede protestante, appena salii al
trono abiurai il cattolicesimo, a cui mi ero dovuta convertire durante
il regno della cattolica Maria.
L'anglicanesimo
diventò religione di stato, mentre cattolici e puritani furono sorvegliati
e a volte perseguitati.
Il fatto che io non fossi sposata e
dunque non avessi generato eredi, aprì il problema della successione;
nonostante io avessi avuto più di un favorito ad esempio Robert
Devereux, conte di Essex, rifiutai sempre con decisione la prospettiva
di un matrimonio. Il partito cattolico riconosceva come erede legittima
del trono inglese mia cugina, Maria regina di Scozia.
Nel 1586 venne sventato un complotto
che mirava al mio assassinio per porre sul trono Maria, io pur se riluttante
la feci imprigionare e poi decapitare nel 1587.
L'esecuzione
ebbe gravi conseguenze e attirò su di me l'ostilità del più
potente fra i sovrani cattolici d'Europa Filippo II di Spagna. Questi subiva
da anni le incursioni delle navi corsareinglesi
nelle colonie spagnole delle Americhe; aveva inoltre sposato mia sorella
Maria d'Inghilterra, restando però escluso dalla successione
al regno a favore di una regina protestante, cioè me.
La morte della regina di Scozia fu
pertanto un'ulteriore stimolo per intensificare la guerra contro gli inglesi
iniziata nel 1585; nel 1588 il sovrano spagnolo inviò contro l'Inghilterra
una potente flotta detta Invincibile Armata, che venne però dispersa
dalle tempeste e distrutta dalla Marina inglese. Da quel momento, l'impero
spagnolo perse il primato sui mari.