Fu
commissionato da Cosimo
il Vecchioa Michelozzoe
iniziato nel 1444. Restò residenza di famiglia per oltre un secolo,
fino al trasferimento della Corte Medicea in Palazzo Vecchio. Nel 1469
fu acquistato dai Riccardi, che apportarono alcune modifiche, sistemando
la collezione d'antichità nel cortile e chiamando Luca Giordano
ad affrescare la luminosa galleria del secondo piano. Nella medesima ala
si trovano le biblioteche Moreniana e Riccardiana, quest'ultima splendidamente
decorata e ricca di manoscritti e libri. Passò in seguito ai Lorena
e all'amministrazione provinciale. Oggi è sede della prefettura,
oltre a disporre di alcune sale (definite "Museo Mediceo") utilizzate per
mostre temporanee. All'esterno, il Palazzo
presenta un rustico bugnato a pianterreno, e bifore centinate ai due piani
superiori. Il paramento della facciata, coronata da un cornicione aggettante,
è a bugnato come nel pianterreno, a riquadro del primo piano, liscio
nel secondo. Le finestre a mensole lungo il lato di Via De Gori furono
aggiunte nel 1517, forse, da Michelangelo. Il cortile a portico corinzio
è decorato con stemmi e graffiti: presenta bifore al primo piano
e una loggia chiusa. Al primo piano si raggiunge la Cappella
dei Magi, emblematico ambiente dell'Umanesimo
mediceo, realizzata intorno al 1460 e pervenutaci intatta, salvo la pala
d'altare di Filippo Cippi, trasferita a Berlino e sostituita con una copia
tardo quattrocentesca. I recenti restauri hanno restituito piena luminosità
al ciclo di affreschi con il viaggio dei Magi verso Betlemme, capolavoro
di Benozzo Gozzoli.
Facendo riferimento a processioni sontuose ed
esotiche svoltesi a Firenze
negli anni precedenti, il pittore ha immaginato uno spettacolare corteo
fiabesco, inserendo tra i mille dettagli descrittivi i ritratti dei membri
della famiglia dei Medici.
Il Palazzo fu pressochè terminato nel
1462.