E' risultato vincitore il sogno "Un viaggio quasi vero"
dell'alunna Caterina Rossi,
della Scuola Media “Aldo Moro” di Toscanella di Dozza
(BO)
L’auto proseguiva imperterrita, all’esterno: strada,
spartitraffico, "erbacce", solo strada..........
Sollevai gli occhi assonnati: spruzzi biancastri,
sfumature grigie, addossate su un tappeto turchino, fette di sole sbiadite
e brillanti che filtravano dalle immense nuvole......
.......... Nuvole, e ancora più su, nuvole,
cielo, ..........e sopra: un prato smeraldino punteggiato da colori spiccanti.
Gli alberi dalla fluente chioma mi davano una sensazione
di freschezza, non pativo né il caldo, né il freddo né
fame né sete, avevo solo il desiderio di esplorare quel posto magico,
incantevole, nel quale sentivo la presenza di qualcosa o qualcuno, una
strana presenza ed io aspettavo questo qualcuno.
Continuavo a osservare con stupore quell’incantevole
luogo e mi sentivo appagata.
Accanto ad un gruppo di alberi in fiore, c’era un
ruscelletto cristallino, ricco di variopinti pesci, dove l’acqua scrosciava
incessantemente, sempre con lo stesso ritmo.
Così mi chinai su quell’acqua, circondata da
grigi massi, affondai la mano in essa, ed un brivido mi assalì,
ma subito scomparve, quando una mano leggera e morbida mi carezzò
lievemente i capelli, ed un profumo delizioso
di violette mi avvolse, un profumo gradevole. Ritraendo
la mano bagnata dall’acqua fresca e trasparente, mi voltai: un viso sorridente,
affettuoso, forse conosciuto!
Non riuscivo a ricordare chi....poi un lampo mi illuminò
la mente: mia nonna Caterina, una nonna che io personalmente non avevo
mai visto se non su fotografia.
Mi avevano parlato di lei in casa: una donna speciale,
generosa, con delle capacità uniche, che mi assomigliava in tutto:
volto, corpo, carattere...così mi aveva affascinato sin da piccola.
Ed ora era lì con me; non apriva bocca mi guardava
solo ed io mi rispecchiavo nei suoi occhi tanto erano lucidi, capelli raccolti
in una semplice acconciatura, era come l’avevo sempre immaginata, e come
l’avevo da sempre vista in foto.
Mi disse: "Guarda!" e fece cenno con la mano .....io
guardai, mi alzai...c’erano tutte le persone a me care che avevano lasciato
la terra.
Venni colta da un’immensa gioia che mi fece battere
il cuore all’impazzata: c’erano proprio tutti.
La più grande emozione mi assalì quando
vidi i miei due cani...si, cani, può sembrare strano ma nessuno
può e potrà mai sapere l’affetto che io provavo per i miei
cani: due splendidi boxer, che purtroppo mi hanno lasciato, nessuno potrà
mai sentire il dolore che ho provato e che ancora provo per averli persi
per sempre.
E quindi fu enorme la gioia di rivederli, nell’abbracciarli
e stringerli al cuore.
Mi saltarono addosso e mi leccarono il viso vivacemente,
erano proprio come quando li avevo lasciati, identici.
Il posto era magnifico, tutto era magnifico, non volevo
più andare via, ma sapevo che tutti i più bei sogni devono
finire prima o poi.
Così non lasciai neppure per un attimo Busc
e Corinne (i cani), e nemmeno i miei parenti.
La nonna mi disse: “Cara nipotina purtroppo, il tempo
è quasi scaduto”; allora strinsi con tutta la forza i miei due amici,
e le lacrime cominciarono a farsi abbondanti.
Vedevo tutto sfocato, mentre volevo ancora guardare,
rubare quelle immagini per custodirle nel cuore, ma c’era qualcosa che
mi stava portando via, mi afferrava il braccio e mi portava lontano.
Non vedevo altro che sagome e annebbiati colori, udivo
solo un vocio confuso...
Finalmente riaprii gli occhi, vidi mamma e papà
che mi scuotevano: ero giunta a destinazione.
Un lungo viaggio era finito, ovvero, due lunghi viaggi
erano finiti!
Eravamo arrivati in Calabria.