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Conclusioni

 

  Questa tesi è stata realizzata nel tentativo di esplorare in maniera sistematica un ambito del quale solo negli ultimi anni si è cominciato a parlare in Italia e che sembra rappresentare uno strumento prezioso per adeguare l'istruzione scolastica di stampo tradizionale, basata su una rigida programmazione per materie e supportata prevalentemente dal testo stampato, ad un ambiente mutato, che richiede abilità e competenze diversificate. Mi riferisco all'uso delle nuove tecnologie, specie delle reti informatiche, come supporto alle attività didattiche di tipo tradizionale e come portatrici di nuove modalità di apprendimento.

Gli obiettivi che l'analisi si riproponeva, in linea con questo duplice ruolo delle reti, cui ho appena accennato, erano fondamentalmente due:

  1. In primo luogo, indicare se ed in che modo la telematica possa costituire un supporto efficace per la didattica, sia come potenziamento e velocizzazione di attività didattiche tradizionali, sia introducendo nuove modalità di comunicazione ed apprendimento.
  2. In secondo luogo, concentrando l'attenzione sull'aspetto più fecondo e caratteristico del ricorso alla rete, ossia il coinvolgimento attivo, partecipe dell'utente e la possibilità che gli viene offerta di stabilire contatti, eventuali collaborazioni, esplorare più da vicino i prodotti finora realizzati dalle scuole italiane, singolarmente o a seguito di collaborazioni tra istituti, servendosi della rete e diffusi poi a loro volta in rete.

Per il primo e più generale obiettivo, la fonte principale da cui attingere studi orientativi e ricerche sul campo sull'uso della telematica nella didattica sono senza ombra di dubbio gli Stati Uniti. Qui l'uso delle reti in istruzione non è soltanto un progetto su cui vengono riposte speranze e di cui si devono ancora tracciare i contorni, ma costituisce una realtà ormai consolidata. Le ricerche già condotte da questi pionieri della rete suggeriscono ai neofiti quali piste sono praticabili e quali è consigliabile che siano praticate, poiché hanno dato i risultati migliori. Di seguito sono elencate, in estrema sintesi, queste opzioni:

Poiché, come accennato poco sopra, questa attività è quella che meglio sfrutta le potenzialità distintive della rete, essa è stata oggetto di un'analisi più dettagliata: per verificare quante, delle scuole italiane in rete, si fossero cimentate nella produzione in proprio di materiale didattico, ho individuato un insieme di 1272 istituti, tra materne, elementari, medie inferiori e superiori, visitando i siti dei quasi ottocento con una propria home page (gli altri hanno soltanto un recapito di posta elettronica). Di questi, quelli che effettivamente hanno realizzato e messo in rete materiale didattico, ammontano a percentuali piuttosto ridotte, se paragonate al numero di istituti che si sono invece limitati a collocare sul Web una sorta di biglietto da visita con il proprio indirizzo e recapito telefonico o poco più, o ad altri che hanno inserito links a siti di interesse didattico o spazi per articoli realizzati da insegnanti e studenti, ma non prodotti didattici ad hoc.

In percentuale, sul totale, le scuole con sito del primo tipo - cioè quelle che hanno prodotto materiale didattico in proprio - sono il 17,5%, mentre gli altri due tipi contano un 37,3% circa e quasi il 36% (Figura 1). Mentre nulla si può sapere sulle altre attività che queste ultime svolgono servendosi della rete (ricerche on line, scambio di messaggi, files e simili), quel che è certo è che non hanno finora battuto una delle piste più innovative di sviluppo didattico della telematica, quella del web publishing.

In sintesi, del nostro paese si può dire, sia quanto a totale di istituti in rete rispetto al valore nazionale complessivo (1272 contro circa 65000), sia quanto a produzione da parte di questi di materiale didattico per la rete e servendosi della rete (ossia creandolo con altri in uno sforzo di collaborazione e contatto virtuale e reale), che solo ora si stanno muovendo i primi passi verso una introduzione significativa della telematica nella didattica. A rallentare questo processo, c'è un problema di livello ancora più basso: è indispensabile introdurre i computers nelle scuole, prima di preoccuparsi di collegarli in rete, e bisogna abituare insegnanti e studenti a servirsene nelle più svariate attività curricolari, integrandoli e non sostituendoli ai mezzi già presenti, quali il libro di testo o gli audiovisivi.

Nonostante ciò lo scenario, se valutato in un'ottica più lungimirante, è alquanto promettente: il numero di scuole che attivano una connessione in rete e, tra queste, in particolare quegli istituti che presentano proprie pagine su Web, è in crescita costante ed esponenziale. Ne sono testimonianza gli aggiornamenti dei vari databases che raccolgono gli indirizzi di e-mail e le home pages, grazie alle segnalazioni delle nuove scuole che entrano in rete o ad una "caccia" da parte di volenterosi addetti: ad esempio il database da cui ho attinto nominativi e relativi links per le scuole superiori, a cura dell'istituto Galvani-Sidoli di Reggio Emilia, è frutto sia delle segnalazioni sia di una ricerca quotidiana da parte di alcuni studenti della scuola, presso reti civiche, providers, ecc. Questo elenco contava fino ad aprile '97 poco più di settecento scuole superiori, mentre due mesi dopo erano catalogati 1000 istituti secondari. Ho avuto ulteriore conferma di questa crescita tendenziale dalla responsabile del database di tutte le scuole on line (dalle materne alle superiori) presso la BDP di Firenze, che è anche uno dei referenti più attendibili, dato che è il canale privilegiato attraverso cui il Ministero della Pubblica Istruzione e le sue Direzioni Generali accedono ed offrono informazioni in rete. Interpellata sull'attuale numero di scuole in rete, mi ha inviato i dati raccolti fino a quel giorno, aggiungendo poi che i numeri attuali sulla scia dei recenti interventi ministeriali pro-multimedia e delle iniziative di coordinamento e reciproca conoscenza avviate a livello europeo con i Netd@ys, sono destinati per lo meno a duplicarsi in tempi brevissimi.

Dopo la previsione sulla quantità di scuole che in un futuro prossimo dovrebbero avviare sperimentazioni telematiche, bisogna interrogarsi sulla fisionomia, la strutturazione che questo fenomeno assumerà. Lo scenario che si va delineando vede una crescente prevalenza e strutturazione, rispetto alla presenza di singole scuole isolate, di nodi telematici che raccolgono l'attività in rete di più scuole, o semplicemente rendendo visibile alle une quella delle altre, come in una sorta di vetrina virtuale, o stimolando e coordinando attività in collaborazione tra più istituti, per realizzare progetti comuni. Questi nodi, pur tra loro eterogenei quanto a gestione (soggetti istituzionali, piuttosto che gruppi di scuole di uno stesso territorio, piuttosto che centri di ricerca) ed a servizi offerti (supporto tecnico on line, liste di discussione, incontri di persona, chat lines...), contribuiscono alla definizione di un quadro via via più omogeneo e riconoscibile: la tendenza è verso la realizzazione, all'interno del network più ampio, che raccoglie un'infinita varietà di argomenti e su ciascuno di essi un'infinità di contributi, di un educational network, che privilegi e raccolga siti, attività e servizi per la didattica. Ciò non significherebbe relegare tutto ciò che, in rete, è etichettabile come didattico (o, in altre parole, solo ciò che è didattico) in una sorta di nicchia - come è capitato alla scuola tradizionale, resa avulsa da un contesto sociale che nel frattempo andava modificandosi - : più opportunamente, bisognerebbe creare le condizioni per cui se, per fini didattici, si vuole compiere una ricerca libera od usufruire di ogni altro servizio di rete, nulla vieterà di farlo, ma nel caso si vada in cerca di materiale e progetti propriamente didattici già avviati, vi si possa accedere senza dover vagare tra parole-chiave poco chiare e centinaia di siti che non soddisfano quella specifica esigenza.

Un ulteriore passo in direzione dell'armonizzazione è quello compiuto da siti per la didattica che svolgono funzioni di servizio, di supporto: siti che non ospitano scuole ma si propongono come sedi per un ausilio tecnico a chiunque, singolo insegnante o studente o appartenente ad un qualsiasi progetto collettivo, voglia usufruirne. Offrono inoltre informazioni e documentazione ad ampio respiro sulla legislazione in materia di istruzione, sugli incontri che, in Italia ed in Europa, vengono organizzati per discutere della rete come risorsa di apprendimento, ecc. Questi siti rappresentano dunque una risorsa comune che attraversa trasversalmente i progetti che coinvolgono le scuole, contribuendo ad avvicinarli.

Posto che il potenziamento dei nodi telematici può costituire una valida ipotesi di sviluppo, resta da stabilire chi debba occuparsi della loro gestione, dell'aggiornamento e della manutenzione e quali sono le condizioni per un loro successo. Per tastare il terreno su quanto è finora stato fatto nel nostro paese, ho provveduto a selezionare ed analizzare esperienze che coinvolgevano più scuole e nelle quali queste fossero stimolate a collaborare con altri istituti per la produzione di materiale didattico da immettere in rete. Nella scelta dei progetti il criterio-guida è stato la modalità di avvio e di gestione dell'iniziativa, nonché la diversa estensione territoriale: formale/istituzionale, locale/nazionale/internazionale. I progetti così individuati si sono rivelati per certi versi simili, per altri discordanti (specie relativamente al reale livello di partecipazione degli insegnanti nella fase decisionale, su cosa fare ed in che modo). Alla luce del grado di apprezzamento del progetto, della sua durata nel tempo e del materiale che è stato prodotto, è possibile fissare delle priorità, delle condizioni indispensabili affinchè si possa davvero aspirare ad una armonizzazione e ad una diffusione capillare della telematica nella didattica:

Questi sono soltanto alcuni dei requisiti necessari per la buona riuscita di progetti che si pongono come snodo, come centro di risorse per la conoscenza ed il coordinamento dell'attività di singole scuole, attivamente impegnate nella produzione di proprio materiale per la rete. Ho tralasciato altre condizioni, pur indispensabili, ma scontate (come la presenza delle attrezzature ed il necessario supporto finanziario per il funzionamento dei progetti) o più marginali (chi debba ad esempio farsi carico dell'aggiornamento degli insegnanti: non importa se è il Ministero, o un istituto di ricerca, o altri soggetti, l'importante è che quell'impegno venga assolto).

 

Questa analisi è stata condotta su un settore ben preciso della telematica a servizio dell'apprendimento: la produzione in proprio di materiale didattico (ipertesti, software, giochi per la rete) da parte delle scuole. Entro questo ambito circoscritto, ho poi operato un'ulteriore selezione, dedicandomi a progetti collettivi, poiché quello è l'uso che meglio mi pareva cogliere le potenzialità della rete in quanto tale, come ragnatela di contatti, stimoli, vissuti attivamente dall'utente. In quest'area circoscritta,da ciò che gli istituti hanno prodotto, dalle presentazioni on line dei lavori, dale spiegazioni della propria attività attraverso la home page, sembra emergere, sul fronte di una effettiva utilità delle reti per la didattica, un quadro positivo. La realizzazione di software didattico suggerisce un uso attivo degli internet tools o altri editors di ipertesti, un coinvolgimento nella realizzazione di lavori in proprio, o un'apertura alla collaborazione con altre classi o altre scuole.

Nulla è dato sapere, però, sul reale livello di gradimento dell'esperienza da parte dei soggetti, insegnanti e studenti, che l'hanno vissuta: cosa ne pensano? In che modo sono stati coinvolti? Ne hanno tratto benefici nell'implementazione della didattica, il loro curriculum esce arricchito o meno dall'esperienza? Di questo ci si dovrebbe occupare in una ricerca empirica, che non si limiti a registrare cosa è stato fatto, ma verifichi in che modo, con quale spirito e partecipazione.

Sarebbe altresì interessante indagare su quali altri usi fanno della rete quelle scuole, la stragrande maggioranza del totale da me analizzato, che non hanno prodotto materiale didattico o che hanno a disposizione solo un account per la posta elettronica o la possibilità di navigare, ma non hanno pagine proprie su Web: riescono comunque a servirsi della rete? In che modo? Quali sono le attività che svolgono on line e come queste attività (iscrizione a mailing lists o newsgroups, utilizzo della posta elettronica, ricerche in rete) migliorano, potenziano od anche soltanto facilitano l'apprendimento? Anche in questo caso, l'indagine andrebbe condotta direttamente sui soggetti, rivolgendo a loro i suddetti quesiti.

 

 

Glossario

 

BBS (Bulletin Board System): computer che gestisce l'accesso di utenti remoti connessi via modem, permettendo loro di inviare e ricevere messaggi e di scambiarsi files (vd.) In passato le BBS hanno riscosso un enorme successo, ma con l'avvento di Internet (vd.) sono state abbandonate: mentre tramite Internet si accede a più newsgroups (vd.) e liste di discussione (vd.), le BBS sono tra loro separate.

Browser: software (vd.) utilizzato per la navigazione attraverso le pagine Web (vd.); il browser decodifica le linee di programmazione in HTML (vd.) e mostra sullo schermo la pagina nella sua veste grafica.

Chat line: modalità di comunicazione sincrona in diretta, tra utenti remoti collegati via computer e che si scambiano messaggi testuali.

Client: computer collegato in rete, che sta utilizzando le risorse di un altro computer (server, vd.).

Database: software (vd.) che immagazzina le informazioni in una grande cartella strutturata, così che poi le si possa cercare utilizzando i criteri di strutturazione. Sono ad esempio dei databases i cataloghi on line delle biblioteche, che sono consultabili per soggetto, per autore, per titolo, ecc.

Desktop conferencing: uso di personal computers (sufficientemente potenti e con memoria estesa) per videoconferenze.

Download, to ("scaricare"): copiare un file (vd.) da un computer remoto al proprio computer.

Editor: programma per editare testi, suoni, immagini.

Electronic mail (E-mail, posta elettronica): sistema per lo scambio di messaggi tra gli utenti di una rete (locale o allargata).

FAQ (Frequently Asked Questions): pagina Web (vd.) o file (vd.) al suo interno che contiene le domande più comuni rispetto ad un argomento o ai contenuti di un sito e le relative risposte.

File: collezione di informazioni immagazzinata su un hard disk (vd.) o un floppy disk ed etichettata con un nome che permetta di richiamarla all'occorrenza.

Freeware: software (vd.) di pubblico dominio prelevabile gratuitamente, ma sul quale esiste il copyright dell'autore.

FTP (File Transfer Protocol): sistema utilizzato per il trasferimento di files (vd.) tra due computers connessi via Internet (vd.) o sui quali è installato il sistema Unix. Su Internet è la modalità più comune e rapida per scaricare da un server (vd.) remoto files (vd.) disponibili a tutti.

Gopher: sistema che permette agli utenti di Internet (vd.) di risalire ad informazioni e files (vd.) immagazzinati in rete usando una serie di comandi. Oggi è stato sostituito da motori di ricerca (vd.) strutturati in maniera sequenziale per argomento come InfoSeek.

Hard disk: disco rigido magnetico che può immagazzinare una quantità variabile di dati ed è generalmente collocato in maniera stabile all'interno del PC.

Hardware: componente fisica del computer (hard disk vd., lettore CD-rom, ecc.).

Home page: pagina principale e di apertura di un sito Web (vd.), dalla quale si diramano poi i vari links (vd.) e i relativi documenti.

HTML (HyperText Markup Language): linguaggio di programmazione che si compone di particolari serie di codici con cui si predispone la resa grafica, sonora, testuale e l'attivazione di links (vd.) di un documento del World Wide Web (vd).

HTTP (HyperText Transfer Protocol): comandi usati da un browser (vd.) per chiedere ad un server (vd.) Web (vd.) remoto informazioni sulla collocazione di un sito (a ciascuno dei quali è abbinato un preciso "indirizzo" numerico).

Information hunting: ricerca, "caccia" delle informazioni entro il labirinto del Web (vd.).

Information overload: sovraccarico di informazioni: termine utilizzato specialmente con riferimento alla quantità pressochè infinita di informazioni, stimoli, suggestioni di cui si compone Internet (vd.).

Information society (società dell'informazione): termine riferito al nostro tempo, in cui si dice che l'attività economica dominante sia il trattamento dell'informazione, più ancora del trattamento di oggetti fisici che caratterizzava le epoche precedenti.

Internet: rete internazionale che collega centinaia di migliaia di computers tramite collegamento telefonico e via cavo, per lo scambio di files (vd.), messaggi, ecc. All'interno di questa rete, il WWW (vd.) fornisce una resa grafica standardizzata per tutti i differenti tipi di databases (vd.) e servers (vd.) utilizzati per le connessioni in rete.

Link (o Hyper link): parola, o immagine o bottone presente su un ipertesto (anche su pagine Web, vd.) che, quando selezionata, rimanda ad altre pagine di approfondimento o a richiami all'interno della stessa pagina.

Mailing list: sistema, gestito da un apposito server (vd.) e spesso moderato da un coordinatore, che consiste nell'invio a tutti i sottoscriventi di una medesima lista di tutti i messaggi che ogni altro invia a quella lista.

Modem: strumento che converte i segnali elettronici emessi da un computer in segnali sonori trasmissibili via telefono e viceversa per ricevere dati.

Motore di ricerca (search engine): software (vd.) che implementa una ricerca in rete sulla base di criteri, parole chiave selezionate dall'utente, attingendo al database (vd.) dei siti Web costantemente aggiornato.

Navigazione (surfing): ricognizione, ricerca, peregrinazione attraverso il WWW (vd.).

Network: sistema elettronico di comunicazione che collega tra loro computers e periferiche (stampanti, ecc.).

Newsgroup: forum di discussione aperto a chiunque dispone di un allacciamento alla rete Internet (vd.) e di un apposito software (vd.) per la gestione ed il download (vd.) dei gruppi. Al momento sono attivati all'incirca 50000 newsgroups, che coprono un numero elevatissimo di argomenti sui quali confrontarsi. Il sistema prevede la lettura dei messaggi inviati da altri su un determinato argomento e custoditi in un unico contenitore e l'invio a propria volta di un commento sul tema.

On-line: servizio al quale si accede in remoto ed in tempo reale attraverso connessioni in telecomunicazione (vd.).

Push technology: strumento per la selezione di informazioni sulla base di criteri preferenziali fissati da un utente ed il successivo invio, direttamente sulla casella di posta elettronica (vd.), di documenti che soddisferebbero quei criteri. E' una tecnologia che scavalca la ricerca libera all'interno del Web (vd.).

Scaffolding: impalcatura.

Server: computer dedicato sul quale è installato un sistema operativo che gestisce un costante allacciamento alla rete, a cui si appoggiano altri computers;

Software: programma o gruppo di programmi che istruisce l'harware (vd.) su come deve operare.

Telecomunicazioni: trasmissione d'informazioni a distanza servendosi delle linee telefoniche, di cavi o segnali satellitari per inviare e ricevere immagini, suoni e testo.

Telematica: combinazione di tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni.

Touch screen: schermo di computer dotato di una griglia a raggi infrarossi che ricevono e trasmettono impulsi, usato per controllare con la pressione del dito esercitata direttamente sul display la posizione di un cursore e selezionare le voci presenti sullo schermo.

URL (Uniform Resource Locator): sistema per la standardizzazione del modo in cui vengono scritti gli indirizzi del WWW (vd.). Scrivendo ad esempio http://www.microsoft.com, il server remoto raggiunge quella pagina riconoscendo il numero corrispondente a quel dominio (IP address).

User friendly: accessibile, facile da usare.

Username: identificativo di un utente per accedere a servizi quali la posta elettronica (vd.), o altri servizi ad accesso limitato.

Web authoring: creazione di una pagina Web (vd.) utilizzando il codice HTML (vd.) per formattare immagini, testi, animazioni, ecc.

Web publishing: pubblicazione di materiale in rete.

Webcasting: strutturazione della rete in canali tematici.

Word processor: software (vd.) per scrivere, editare, conservare, revisionare e stampare files (vd.) di testo.

WWW (World Wide Web): collezione dei milioni di siti e pagine Web (vd.) che costituiscono quella parte di Internet (vd.) che ha il maggior numero di accessi. Ogni pagina è creata usando un particolare codice (HTML, vd.) e può essere visualizzata su un computer remoto grazie ad un software (vd.) specifico (browser, vd.).

 

 

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