TESTI RIVOLTATI

 

 

L'AMORE CORTESE: SIGFRIDO E CRIMILDE

 

TESTO ORIGINALE

 

Si vedevano cavalcare ogni giorno gli eroi lungo il Reno, essi che volentieri si fermarono per il banchetto di corte e che erano venuti nel paese per amore del re. A loro erano dati largamente cavalli e vesti.

Come volevano vivere godendosi la larga ospitalità! Tutta la gente sognava gioia senza fine, abbondanza e letizia. Il paese di Gunther era tutto in giubilo.

Una mattina di Pentecoste si videro andare tutti magnificamente vestiti, i molti scelti cavalieri, cinquemila e più, verso la festa di corte.

La ricca Ute si vedeva venire con essi. Ella aveva al suo seguito molte belle donne, cento e anche più, adorne di sontuose vesti; anche Crimilde era accompagnata da leggiadre donzelle.

 

TESTO RIVOLTATO

 

Ogni notte si sentivano passeggiare gli straccioni ai bordi del canale del castello, essi che per necessità si fermavano alla mensa dei poveri, ma che non erano venuti per amore del re, ma per odio.

A loro erano dati largamente calci e frustate. Come volevano morire per l'ostilità mostrata loro in città!

Tutta al gente aveva incubi di morte, tristezza e carestia. Il paese di Gunther era tutto cupo e triste.

Una sera di Pentecoste si videro andare tutti, vestiti in modo squallido, i molti straccioni convenuti,

cinquemila e più, verso la mensa.

La povera Ute si vedeva venire con essi. Ella aveva al suo seguito molte donne brutte e repellenti, cento e anche più infagottate di stracci impegnati di sudore e grasso: anche Crimilde era accompagnata da goffe e sgraziate zitelle.

 

(Giovanni Baiano)

 

Un uomo e il suo cane 

Testo originale

Andiamo
Uomo e cani uniti
dal mattino verde,
dall'incitante solitudine vuota
nella quale solo noi esistiamo,
questa unità fra cane con rugiada
e il poeta del bosco,
perché non esiste l'uccello nascosto,
ne il fiore segreto,
ma solo i trilli e i profumi
per i due compagni:
un mondo inumidito
dalle distillazioni della notte
una galleria verde e poi
un gran prato
una raffica di vento aranciato,
il sussurro delle radici
la vita che procede
l'antica amicizia
la felicità
di essere cane e d'essere uomo
trasformata
in un solo anomale
che cammina movendo
sei zampe
e una coda
con rugiada

 

Pablo Neruda "Un uomo e il suo cane"

 

Testo rivoltato

Fermiamoci
Gatti e donna arrabbiati
Nella sera scura
Dallo scoraggiante rumore di un marasma infernale

Nel quale tutti
Esistono.
Quest'odio fra gatto e rugiada
L'analfabeta del deserto
Perché esiste l'uccello nascosto
E il fiore segreto
Anche i versi e le puzze
Per i due eterni nemici
Un mondo asciutto
Dall'essiccazione del giorno
Una galleria di sassi
Una piccola landa desolata
Non c'è né vento né sole
Il grido delle radici
La morte che incombe
E le nuove ostilità
La tristezza
Di essere donna e di essere gatto
Tramutata
In altri animali
Che corrono
A zoppogalletto
Muovendo innumerevoli code
Con un caldo immane


(G. Santià)

 

 

 

AUTUNNO

Autunno. Già lo sentimmo venire
Nel vento d'agosto,
nelle pioggie di settembre
torrenziali e piangenti,
e un brivido percorse la terra
che ora nuda e triste,
accoglie un sole smarrito.
Ora passa e declina,
in quest'autunno che incede
con lentezza indicibile,
il miglior tempo della nostra vita
e lungamente ci dice addio.

V. Cardarelli

 

PRIMAVERA

Primavera. Già la sentimmo venire
Nelle bonacce di febbraio
Nella siccità di marzo,
calda e ridente .
E un alito torrido percorse la terra,
che ora affollata e allegra,
respinge un sole vigoroso.
Ora arriva ed inizia
in questa primavera che retrocede con una sveltezza incredibile,
il peggior tempo della nostra esistenza
e velocemente ci dice: benvenuti.

Serena Sgarzi

 

 RIFUGIO D'UCCELLI NOTTURNI

 In alto c'è un pino distorto:
sta intento ed ascolta l'abisso
col fusto piegato a balestra.

Rifugio d'uccelli notturni,
nell'ora più alta risuona
d'un battere d'ali veloce.

Ha pure un suo nido il mio cuore
Sospeso nel buio, una voce:
sta pue in ascolto, la notte.

S.Quasimodo

 

INCONTRO D'INSETTI MATTUTINI

In basso c'è un olmo ben dritto:
distratto non sente il rumore
col ramo impalato a dovere.

Incontro d'insetti mattutini
Nell'ora più bassa sentire di può
Un ronzio rilassante.

Non ha un suo nido il mio cuore
Sospeso nel sole, il silenzio:
sta pure altrove, la luce

(G. Chiussi)

 

 

 

LA BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO

 

TESTO ORIGINALE

 

In un magnifico castello vivevano un re ed una regina. In una bellissima giornata primaverile ai due nacque una bambina bella e dolce.
Per la festa della sua nascita vennero invitate tre fate.
I genitori non invitarono l'unica strega malvagia.
La prima fata donò alla bambina la capacità di cantare, la seconda le donò la bellezza.
Mentre la terza stava per fare il suo dono arrivò la strega malvagia che lanciò un terribile anatema:
al compimento del sedicesimo anno di età la bambina si sarebbe punta con un fuso e sarebbe morta.
Per fortuna la seconda fata non aveva ancora fatto il suo dono e modificò il sortilegio:
la bambina non sarebbe morta ma si sarebbe solo addormentata.
I genitori per evitare il triste destino alla bambina la affidarono alle tre fate che si presero cura di lei.
Al sedicesimo compleanno la profezia si avverò e la bambina cadde in un sonno profondo.
Fu risvegliata dopo qualche tempo dal bacio di un principe.

 

TESTO RIVOLTATO

 

In una vecchia capanna vivevano due straccioni.
In una terribile notte invernale ai due nacque un bambino brutto e rachitico.
Per la festa della sua nascita furono invitate tre streghe malvagie. I genitori non invitarono l'unica fata buona della zona. Le tre streghe lanciarono al bambino una maledizione: sarebbe morto al sedicesimo anno di età cadendo dalle scale rompendosi l'alluce del piede. Per fortuna la fata buona
intervenne e tramutò il sortilegio: il bambino sarebbe solo svenuto.
Il piccolo era malaticcio e sgraziato, i genitori non lo volevano più e lo affidarono alle tre streghe per evitare l'avverarsi della benedizione della fata.
Il bambino fu trattato talmente male che non vedeva l'ora di compiere i sedici anni, cadere dalle scale, rompersi l'alluce del piede e svenire. Così accadde e il ragazzo finalmente poté riposarsi;
il suo corpo fu abbandonato in autostrada.


Sara Verniti

 

Signorina Felicita,
a quest'ora scende la sera sul giardino antico della tua casa.
Nel mio cuore amico scende il ricordo.
E ti rivedo ancora,
e quel dolce paese che non dico.

Signorina Felicita,
è il tuo giorno!
A quest'ora che fai?
Tosti il caffè e il buon aroma si diffonde intorno?
O cuci i lini e canti e pensi a me,
all'avvocato che non fa ritorno?
E l'avvocato è qui: che pensa a te.

Pensa i bei giorni d'un autunno addietro,
Vill'Amarena ha sommo dell'ascesa […]
 

Guido Gozzano

 

Anziana Tristezza,
a quest'ora sorge il sole nel nuovo cortile
della tua vita.
Nel mio stomaco ostile sale la imenticanza.
E non riesco più a ricordarti,
e nemmeno la caotica città che ora nominerò.

Anziana Tristezza,
è la tua sera !
Come ozi ora ?
Prepari il tè e la penetrante puzza si ritrae intorno ?
O disfi maglie tacendo senza
pensare a me?

Al lavoratore che corre da te?
Il lavoratore non è lì e ti sta ignorando.
Scordati le brutte notti estive,
Casa Papavero in fondo al fosso.

 (E. Dionigi)

 

 

 

LA DIVINA COMMEDIA "INFERNO"

CANTO III VERSO N. 1 - 10

Per me si va nella città dolente
Per me si va nell'eterno dolore
Per me si va tra la perduta gente
Giustizia mosse il mio alto fattore:
Fecemi la divina potestate
La somma sapienza e il primo amore
Dinnanzi a me non fur cose create
Se non eterne, ed io eterno duro:
Lasciate ogni speranza o voi che entrate
Queste parole di colore oscuro
Vid' io scritte al sommo d'una porta.

 

 

LA TERRENA TRAGEDIA

 

Per me si va nella campagna allegra
Per me si va nell'eterno piacere
Per me si va tra la recuperata gente
Ingiustizia mosse il mio basso fattore:
Fecemi la terrena potestate
La somma ignoranza e l'ultimo odio
Dinnanzi a me non fu cose distrutte
Se non temporanee, ed io temporaneamente duro:
Conservate ogni speranza o voi che entrate
Queste parole di colore chiaro
Vid' io cancellate al sommo d'una porta
.

(C. Trevisani)

 

 

"PINOCCHIO"

 

TESTO BASE

 

C'era una volta......
-Un re!-diranno subito i miei piccoli lettori.
-No ragazzi avete sbagliato.C'era una volta un pezzo di legno! non un pezzo di legno di lusso ma un qualunque pezzo di legno. Mastr'Antonio detto anche maestro Ciliegia per il suo naso appena lo vide disse:
-Questo legno capita a tempo, voglio farci un tavolino.
Prese subito l'ascia per cominciare il lavoro quando udì una voce -Non mi picchiare tanto forte-

CARLO COLLODI

 

TESTO RIVOLTATO

Ci sarà nel futuro........
- Un barbone!- penseranno subito i miei grandi lettori. - No signori, avete sbagliato ci sarà un pezzo di plastica! - non un pezzo di plastica qualunque ma un pregiatissimo pezzo di plastica.
Mastr'Antonio, detto anche Maestro Pera per la sua testa, appena lo vide disse- Ci farò una macchinina!-
Accese subito il forno per sciogliere il pezzetto di plastica, quando udì una voce- Non mi bruciare!- 

(R. Longo)

 

  

CAPPUCCETTO ROSSO

 

TESTO BASE

 

In un casolare di campagna viveva una volta una mamma con la sua bella bambina.
La mamma si riteneva davvero fortunata: sua figlia era così dolce e graziosa che tutti le volevano bene, ma più di ogni altro le voleva bene la nonna.
Una volta le regalò un cappuccetto di velluto rosso, e poiché le stava bene e voleva tenerlo sempre indosso, fu chiamata CAPPUCCETTO ROSSO.
Un giorno la mamma le chiese di andare dalla nonna, che era ammalata, e di portarle un cestino pieno di ogni bene di Dio. Le raccomandò di non fermarsi per strada e di non parlare con nessuno. Cappuccetto rosso andò via saltellando con il cestino appeso al braccio. Voleva molto bene alla vecchia nonna e le faceva piacere andare a trovarla, tanto più adesso che poteva rendersi utile portandole delle buone cose da mangiare.
Ed ecco, lungo la strada del bosco, da un cespuglio sbucò Messer lupo………..

 

 

TESTO RIVOLTATO

 

In un fatiscente palazzo di periferia metropolitana viveva un padre con il suo brutto bambino.
Il padre si riteneva veramente sfortunato: suo figlio era così amaro e maleducato che tutti speravano che morisse presto, ma più di ogni altro il nonno.
Una volta il ragazzaccio si rimpossessò di un paio di mutande di fibra sintetica nere e, anche se gli stavano davvero male e non voleva mai tenerle indosso, fu chiamato Mutande Nere.
Una notte, il padre gli ordinò di andare dal nonno, perché era sano, per portargli un bidone pieno di ogni tipo di veleno. Gli raccomandò di fermarsi per strada e prendere in giro tutti quelli che incontrava.
Mutande nere andò via con il bidone sulla testa.
Non voleva affatto bene al giovane nonno e odiava andare a trovarlo, ma ora era felice di poter essere utile portandogli del veleno. Ed ecco spuntare da una fabbrica Madonna fatina…..

 

Paola Minni, Francesca Mambelli e Veronica Stano

 

 

 

 

 

PALLORE DI BELLA DONNA

Pallidetto mio sole
Ai tuoi dolci pallori
Perde l'alba vermiglia i suoi colori.
Pallidetta mia morte
A le tue dolci e pallide viole
Perde, vinta, la rosa.
Oh, piaceva a la mia sorte
Che dolce tocco impallidisce anch'io
Pallidetto amor mio!

(1569-1625) Giovan Battista Marini

 

COLORE DI BRUTTO UOMO

Colorita mia luna
Ai tuoi aspri splendori
attinge la sera vermiglia i suoi colori.
Colorita mia vita
a le tue cattive viole
la porpora odiosa
Vince, sconfitta, la rosa.
Oh, disdiceva a la mia sorte
che amara carezza arrossisco anch'io
iridato odio mio.

Corrente Willie & Carlo Rosciglione

 

 

I TRE PORCELLINI

 

C'erano una volta tre porcellini : Timmi, Tommi e Gimmi,.C'era anche il lupo cattivo che dava loro la caccia.
I porcellini abitavano con la mamma in una casetta di mattoni ai piedi della collina. Il lupo abitava in una capanna sgangherata sulla cima della collina.
Un giorno la mamma disse "E' ormai tempo che vi facciate la vostra casetta!" Gimmi sistemo' i suoi attrezzi in una cassetta. Timmi fece un fagotto con tutti i suoi dolci. Tommi riempi' di giocattoli una grande borsa. "Buona fortuna" disse la mamma, baciandoli "e fate attenzione al lupo cattivo!"

 

Proprio oggi ci sono tre lepri : Immit, Immot e Immig. C'era anche il coniglio, che era un loro grande amico. Le tre lepri abitavano da sole in una palafitta al centro del M. Morto.Il coniglio abitava in un grattacielo modernissimo sulla collina di Hollywood. Una notte la mamma disse :"E' ora che torniate a casa vostra!" Immig abbandono' i suoi attrezzi per terra. Immit tiro' via i suoi salatini dal fagotto. Immot svuoto' il vaso di porcellana dai gioielli. "Che vi capitino tutte le sfortune possibili" disse la mamma bastonandoli "e state sempre col coniglio, vostro amico".

PAOLA MINNI, FRANCESCA MAMBELLI e VERONICA STANO.

 

 

SETTE GIORNI A PIRO-PIRO

 

- Senta, scusi…- dissi all’impiegato di un ’ agenzia di viaggi che sembrò non avermi visto entrare.
Ma il giovane continuò a scarabocchiare con calligrafia indecifrabile su un foglio di carta dallo strano colore azzurrino. Di lì a pochi minuti terminò il suo faticoso lavoro. Ripose il foglio, tirò un lungo sospiro e mi guardò con la faccia sorridente. - Dica pure, signore -
- Vorrei fare un viaggio. La sua agenzia ha da propormi qualcosa di veramente interessante e non molto costoso?
- Sta scherzando? Nessuno potrà servirla meglio di noi. Comunque, dipende da quanti giorni vuole impegnare e da quanto ha intenzione di spendere. Poi, immagino che abbia già qualche idea riguardo alla meta…
- Beh, no. Mi suggerisca qualcosa lei -

DINO TECL

 

TESTO RIVOLTATO

 

- Ascolti e apra bene le orecchie- urlai al capoufficio di un’agenzia di collocamento che mi guardava da quando ero entrato. Il vecchio continuò a guardarmi ma scrivendo con una calligrafia chiarissima su un foglio blu. Smise subito la rilassante vacanza. Tenne il foglio di papiro sul bancone e mi guardò con una faccia da assatanato.
- Stia zitto, ripudio della società-
- Vorrei lavorare un po’ mi dica subito dove posso andare. Non credo che la vostra agenzia mi possa procurare un lavoro noioso molto lucroso.
- Sta dicendo una stupidaggine. Noi siamo la peggiore agenzia, spero che non abbia idee.
No, le ho chiarissime -

Riccardo Cornia