La Storia del Lavoro

La storia del lavoro umano può essere distinta in due periodi:

I primi progressi della civiltà si debbono alle possibilità sfruttate dall’uomo di trasformare in utensili i materiali che conosceva. Utilizzò infatti dapprima pietre, ossi, pezzi di legno ed in seguito, dopo la loro scoperta, metalli e leghe metalliche.

Già gli antichi Greci conoscevano cinque tipi di macchine semplici, che sono alla base di tutti i successivi progressi e della costruzione di macchine più complesse. Le prime erano la ruota, il cuneo, la vite, il verricello. Le seconde non sono altro che la combinazione delle macchine semplici.

Infatti dalla ruota derivarono il tornio da vasaio ed i veicoli .La macchina più importante del Medio Evo fu il mulino, che sfruttava la corrente dell’acqua o del vento per azionare la macina.

Il sistema biella manovella, per la trasformazione di un moto circolare in uno alternato e viceversa, venne inventato alla fine del Medio Evo. Ma le macchine ebbero un notevole sviluppo con Leonardo da Vinci ( 1452 – 1519 ) e nei secoli successivi con l’invenzione della macchina a vapore, derivata dagli esperimenti di Papin ( 1695 ) e con l’utilizzazione del carbone come energia atta ad azionarla.

Con l’invenzione del motore a scoppio, e in particolare del motore elettrico, arriviamo ormai alla moderna organizzazione del lavoro, dove la macchina sostituisce sempre più l'uomo.

Le prime fabbriche nacquero in Europa alla fine del 1700. Prima di quell'epoca, per trasformare le materie prime in prodotti di consumo si adottava il sistema del lavoro artigianale. Quando, alla fine del 1700, si inventarono delle nuove macchine per produrre ciò che prima si faceva a mano, si introdusse il nuovo "sistema della fabbrica", sconvolgendo del tutto il modo tradizionale di lavorare: e il cambiamento fu così grande che passò alla storia come Rivoluzione Industriale.