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Per molti secoli la navigazione di navi e barche
fu a propulsione mista: a remi e con la vela. Essa era pressoché costiera
ed era previsto che la nave venisse frequentemente tirata a secco. Qualunque
viaggio per mare aveva come finalità quella di spostarsi dal punto di
partenza a quello di arrivo nel modo più sicuro più veloce possibile.
Un tipo di navigazione è il piccolo cabotaggio che si svolge con la terra
in vista , letteralmente "da capo a capo", senza lanciarsi in
mare aperto. Il piccolo cabotaggio è svolto normalmente da imbarcazioni
di piccole o medie dimensioni , che si spostano da porto a porto. Il suo
grandissimo sviluppo nel mondo antico era determinato dalla concentrazione
di molte attività economiche che, presso il litorale , consentivano di
svolgere un commercio di ridistribuzione locale e dai vantaggi che il
trasporto su acqua offriva rispetto a quello terrestre , in termine economici
e di tempo. Il grande cabotaggio , invece , è sempre una navigazione con
la terra in vista , ma si svolge su lunghe distanze senza scalo , viaggiando
giorno e notte per più giorni consecutivi , restando al largo per evitare
i pericoli rappresentati dagli scogli e dai bassifondi, ma sufficientemente
vicino alla costa per potere sfruttare le brezze di terra e mare. Il vento
serviva al navigante primitivo solo se spirava , con forza moderata ,
nella direzione in cui egli desiderava andare. Quando invece spirava in
senso contrario o anche al traverso , l'imbarcazione rimaneva ormeggiata
in qualche braccio di fiume in attesa di venti favorevoli , con le vele
ammainate e , in caso di tempesta , anche con l'albero abbattuto : cosa
facile perché l'albero era generalmente , per motivi di stabilità , bipode
. D'altronde, come poteva mai venire in mente all'uomo primitivo che si
potesse lasciare portare in una direzione diversa da quella in cui spirava
il vento ? |