L’IRRE PER L’AMBIENTE : LA RETE DELLE SCUOLE DELL'EMILIA ROMAGNA

1. L’ambiente: una scelta di sistema

Da anni l'IRRE Emilia Romagna ha assunto il tema dell'ambiente e dell'educazione ambientale nel proprio piano di attività, sviluppando specifici progetti di ricerca e formazione su questo versante.

Tale azione, a livello regionale, si è inserita in una rete (pensiamo alla ricca struttura dei centri INFEA) quanto mai articolata e complessa, in quanto caratterizzata da una grande ricchezza di esperienze che fanno della nostra regione un crocevia di linee di impegno istituzionale ed associativo fortemente sensibili al tema ambientale.

In questo sfaccettato contesto l'intervento dell'IRRE E.R. si è posto, da un lato, in modo sinergico all'azione sviluppata dagli altri soggetti istituzionali (con particolare riferimento alla funzione di coordinamento e supporto condotta dalla Regione E.R.), dall'altro con modalità coerenti con il proprio ruolo istituzionale e con la specificità del proprio ambito di intervento.

 

2. I perché: dallo spazio dell’aula allo spazio del mondo

Nell'era della globalizzazione la scuola è chiamata a sviluppare attitudini complesse, tra queste, la capacità di mettersi in relazione con il mondo e con le grandi sfide che segnano il nostro tempo.

L'azione educativa non può dunque sottrarsi alla necessità di costruire nei giovani -ma non solo- comportamenti responsabili verso l'Ambiente, patrimonio dell'intera umanità, a partire dai singoli contesti di vita e relazione: dallo spazio dell'aula, a quello della città, fino allo spazio del mondo.

Un pensare globale, attraverso il nostro agire locale, per un più pieno sviluppo delle identità, delle culture e della cittadinanza

 

3. I modi: una scuola in ricerca

Attraverso l'educazione ambientale, i docenti si sono impegnati in sperimentazioni con forte valore innovativo, superando spesso difficoltà burocratiche e recuperando quella dimensione della "ricerca" e del "progetto" che ha per tanti versi anticipato la nuova identità di una scuola saldamente radicata sul territorio e capace di collegarsi ai bisogni ed alle specificità dell'ambiente sociale, culturale ed economico in cui si trova ad operare.

La ricerca sviluppata dall'IRRE, nel biennio 2000-2002, con le scuole della regione Emilia Romagna ha voluto accertare, attraverso un articolato progetto di ricerca-azione, se e come l'educazione ambientale possa potenziare la qualità e l'efficacia delle strategie intenzionalmente predisposte dalla scuola, esplicitandone i modelli e le modalità operative

L'andata a regime dell'autonomia e il conseguente superamento dell'uniformità organizzativa, il ripensamento dei saperi e del curricolo, la forte integrazione con la dimensione locale…sono solo alcune categorie di una nuova progettualità in cui le scuole si stanno misurando.

Il gruppo, costituito dalla rete delle scuole protagoniste di esperienze emblematiche con il supporto ed il coordinamento dell’IRRE e dell’Assessorato Ambiente della regione Emilia Romagna, ha lavorato al progetto "Ambiente e autonomia" cercando di porsi domande essenziali su temi quali curricolo e competenze, territorio e ambiente, sostenibilità dell'azione educativa, Agenda 21 e scuola, innovazione metodologica, lavoro in rete…aprendo al proprio interno una vivace istruttoria che ha facilitato una rilettura di tutto l'impianto formativo.

 

4. Le azioni realizzate con il progetto 2000 -2002

  1. Monitoraggio delle esperienze di Educazione ambientale condotte su scala regionale: le scuole hanno partecipato al monitoraggio con ben 535 esperienze;
  2. Costruzione di un Osservatorio dei processi di Educazione ambientale realizzate nelle scuole e Costruzione di un quadro di riferimento sul paradigma ambiente e sullo stato dell’arte dell’Educazione ambientale nel sistema scolastico;
  3. Messa sotto osservazione di variabili cruciali: tipologie, impostazioni metodologiche, assetti disciplinari e interdisciplinari, contenuti, nodi concettuali, raccordi con il territorio, ricadute e valutazione;
  4. Creazione della rete delle scuole che hanno confrontato, smontato e reinterpretato modelli e metodologie;
  5. Messa in rete di esperienze emblematiche, anche su sito Web, per la socializzazione, la documentazione e l’implementazione delle buone pratiche;
  6. Attivazione di una "comunità di pratica" capace di promuovere dal basso la propria formazione e percorsi di crescita professionale;
  7. Visibilità della scuola regionale attraverso azioni di ricerca, metariflessione, documentazione;
  8. Elaborazione di un approccio critico problematicistico attorno ai quattro temi prescelti come oggetto di indagine:
  1. Raccordo sistematico con la Regione Emilia Romagna e la struttura della rete INFEA;
  2. Implementazione del sistema (nessuna idea dovrà andare dispersa …) attraverso forme di disseminazione e ricaduta, tra le quali:

L’Educazione ambientale nelle scuole dell’autonomia, Cappelli, Bologna, 2000;

Una scuola per l’ambiente, Cappelli, Bologna, 2002;

ed inoltre nell’ambito del Convegno tenutosi presso la Fiera del Libro per Ragazzi (il 30 marzo 2000) con 800 partecipanti e la partecipazione di Piero Angela;

e pure nell’ambito del Convegno presso la Fiera del Libro per Ragazzi (del 10 aprile 2002) con 1000 partecipanti e la presenza di Margherita Hack.

Il monitoraggio ha preso in esame indicatori ritenuti strategici nell’impostazione di progetti finalizzati ad un utilizzo didattico dell’ambiente, sforzandosi di incrociare la prospettiva dell’autonomia con la progettualità espressa dalle singole scuole.

I punti che paiono più qualificanti nelle esperienze monitorate sono i seguenti:

  1. La consapevolezza metacognitiva dei docenti;
  2. Il ripensamento delle discipline e del curricolo;
  3. L’approfondimento e la grande varietà delle opzioni metodologiche;
  4. L’interazione con il territorio;
  5. La creazione di reti tra scuole;
  6. Il valore di orientamento.

 

Il progetto "Una scuola per l’ambiente: reti per uno sviluppo sostenibile" è finalizzato alla continuazione della ricerca sviluppata in collegamento con le scuole dell’Emilia Romagna sulle valenze cognitive e formative dell’educazione ambientale realizzata negli anni 1999 – 2000 e 2001 – 2002.

La realizzazione del progetto ha coinciso con un forte impegno istituzionale da parte della Regione Emilia Romagna sul fronte dell’educazione ambientale attraverso la determinante valorizzazione (anche finanziaria) delle esperienze portate avanti sul territorio dai numerosi soggetti della rete INFEA, tra questi, quelle istituzioni scolastiche protagoniste negli anni, di esperienze emblematiche.

E’ venuta così arricchendosi "una comunità di pratica" costituita di scuole in ricerca, capace di autopromuovere dal basso la propria formazione e percorsi di crescita professionale con conseguente visibilità della scuola regionale attraverso azioni di ricerca, meta-riflessione e documentazione

Dalle esperienze e dalle riflessioni condotte sono nati i volumi "L’educazione ambientale nella scuola dell’autonomia" e"Una scuola per l’ambiente" inviati a suo tempo a tutte le istituzioni scolastiche,e il Convegno della Fiera del Libro (edizione 2002) che ha visto la partecipazione entusiastica di oltre 1000 docenti.

Siamo convinti che tali risultati non sarebbero mai stati raggiunti senza lo sforzo straordinario di tutta la scuola regionale impegnata in progetti di ricerca spesso strategici.

IL PROGETTO DEL FONDO SOCIALE EUROPEO 2000 – 2002

1. Verso un sistema integrato per la sostenibilità : esperienze interattive tra mondo della scuola e struttura dei CEA

 

Alla luce delle positive sinergie sviluppatesi tra il sistema scolastico (scuole sperimentali, IRRE) e il sistema INFEA (Regione Emilia Romagna, rete dei CEA, centri per l’educazione ambientale) l,IRRE ha ritenuto di dover implementare ulteriormente l’azione intrapresa, evitando la dispersione e la frammentazione delle esperienze realizzate.

In tal senso è stato presentato specifico progetto, attingendo dal Fondo Sociale Europeo per i progetti integrati – complessi, che è stato approvato e che prevede il coinvolgimento attivo delle scuole della nostra regione e dei suoi CEA.

Dal canto suo la Regione ha terminato in questi giorni l’istruttoria per il finanziamento di 80 scuole che lavorano sul versante ambientale e dello sviluppo sostenibile.

Si tratta di integrare le diverse azioni in una visione di sistema coordinato e pianificato che, per la prima volta sviluppa, sul territorio regionale, intendimenti e pratiche comuni tra il sistema scolastico e il sistema formativo allargato dei diversi soggetti della rete INFEA, implementando le buone esperienze prodotte sul campo.

L’idea è quella di "interfacciare" e mettere in rete esperienze emblematiche già attivate dalle scuole nell’ottica della sostenibilità, per rendere pervasivi i modelli di sperimentazione improntati all’assunzione delle responsabilità nei confronti dell’ambiente, esplorando una molteplicità di punti di vista e prospettive: le metodologie per l’ambiente, la costruzione del curricolo, l’enucleazione delle competenze, modelli e percorsi per l’attivazione di Agenda 21.

2. Perché l’Agenda 21

Può essere molto interessante e importante per una scuola adottare la metodologia e il processo di Agenda 21 come momento didattico/formativo. Infatti, attraverso questo processo la scuola può collegarsi al proprio territorio partecipando alla soluzione dei suoi problemi e alla costruzione dello sviluppo sostenibile; svolgere pienamente il compito istituzionale di promuovere l’apprendimento e la formazione degli allievi come persone autonome, consapevoli e attive; collegare in modo ricorsivo la ricerca con la progettualità, la riflessione con l’azione.

Le ragioni per avviare un progetto-processo di Agenda 21 Locale in ambito scolastico sono dunque molteplici e implicanti diversi livelli:

Educativo-metodologico: si introduce un nuovo strumento a più dimensioni (educativo-informativo-formativo-partecipativo-operativo) per tradurre in modo integrato, intersettoriale (ambiente, società, economia, istituzioni) ed interdisciplinare, numerosi concetti e obiettivi dell’educazione all’ambiente, alla salute, ai consumi, all’interculturalità, ai diritti umani. L’utilizzo di questo strumento in campo didattico offre diverse opportunità sotto l’aspetto esistenziale (identità, percezioni, bisogni, desideri), cognitivo (cosa e come conosco e apprendo), operativo (progetti, azioni, capacità di agire), metodologico (tecniche, strumenti e relazioni per analizzare, progettare, fare).

Sociale: con l’Agenda 21 Locale il mondo della scuola è partecipe e soggetto attivo nell’attuazione di impegni e politiche internazionali per lo sviluppo sostenibile a livello globale, nazionale, regionale e locale. Contribuisce a promuovere presso gli studenti e gli insegnanti un sapere ambientale, una consapevolezza ambientale, una responsabilità ambientale, una competenza ambientale e una cittadinanza ambientale.

Ambientale: l’Agenda 21 fornisce un’opportunità per conoscere meglio le relazioni tra esseri umani e ambiente, per analizzare le criticità esistenti fornendo dati e informazioni utili per altri attori, cosi come per migliorare situazioni critiche e contribuire con nuovi progetti al miglioramento della qualità ambientale dentro la scuola e sul territorio.

L’educazione ambientale/processo di Agenda 21 assume dunque l’obiettivo di promuovere e rendere partecipato il cambiamento verso lo sviluppo sostenibile sviluppando e coltivando le capacità e le creatività umane (competenza evolutiva).

3. Attività previste dal progetto integrato

 

  1. Modalita’ di integrazione delle singole attivita’ che compongono il progetto integrato/complesso

Per la realizzazione del progetto sono previste azioni di sistema ed attività corsuali di sperimentazione:

ATTIVITA’ NON CORSUALE "Pratiche e modelli per lo sviluppo sostenibile"

ATTIVITA’ CORSUALE "Azioni di sperimentazione del modello di educazione ambientale"

ATTIVITA’ NON CORSUALE "La comunicazione per lo sviluppo sostenibile"

Le tre attività si compongono delle seguenti fasi:

Fase I - Ricognizione e monitoraggio

Ricognizione e monitoraggio delle esperienze realizzate dalle scuole della Regione Emilia-Romagna per individuare modelli di eccellenza rispetto a: tipologie progettuali, progettazione del curricolo, innovazione metodologica, qualità dei percorsi e delle azioni realizzate, integrazione con il territorio, ricaduta interna ed esterna, ecc. La lettura critica delle esperienze sarà condotta attraverso un sistema di indicatori la cui definizione sarà oggetto di un apposito approfondimento da parte del gruppo progettuale. Questa fase si concluderà con l'identificazione di 80 scuole, rappresentate ognuna da 1/2 docenti, con le quali attuare le successive fasi del progetto.

TEMPI: ottobre 2002 - marzo 2003

Fase II - Realizzazione e attivazione di un sito Web

Realizzazione e attivazione di un sito Web per la documentazione e la messa in rete delle esperienze emblematiche che saranno via via aggiornate con il contributo delle scuole protagoniste, attraverso forum di discussione interattivi finalizzati all'implementazione di un osservatorio regionale delle eccellenze scolastiche. La costituzione di questo data-base dovrà consentire la migliore fruibilità (sui siti dedicati all'ambiente e alla scuola in Emilia-Romagna) dei materiali e delle esperienze realizzate dalla rete di scuole.

TEMPI: ottobre 2002 - ottobre 2004

Fase III - Ricerca e progettazione di modelli di educazione ambientale

L'obiettivo di questa fase è la progettazione, attraverso una metodologia di ricerca, di modelli di educazione ambientale orientati allo sviluppo sostenibile. I veri protagonisti della ricerca saranno i docenti identificati dalla Fase I e coinvolti in una logica di rete e confronto. La fase si struttura come un percorso di autoformazione, nella logica della ricerca-azione, scandito nella circolarità di prassi-teoria-prassi, dove protagonista principale è il docente ricercatore che investiga la sua azione quotidiana e si pone in discussione, secondo l'idea, cara a Mintzberg, del 'professionista riflessivo'.

Operativamente saranno organizzati workshop di confronto tra i docenti delle 80 scuole identificate nella Fase I su nodi tematici quali: progettazione del curricolo e ambiente, interazione scuola-territorio, attivazione di azioni concrete per la sostenibilità, innovazione metodologica e didattica ambientale, lavoro in rete e nuove teconologie, ecc. Particolarmente sviluppato sarà poi il lavoro di ricerca e confronto finalizzato all'individuazione di azioni emblematiche per la realizzazione di una scuola ecosistemica che vedrà attivamente impegnate le scuole protagoniste coordinate da esperti e staff di progetto.

TEMPI: marzo 2003 – settembre 2003

Fase IV - Sperimentazione dei modelli nelle scuole della regione

La diffusione dei modelli progettati nella Fase III avverrà attraverso una loro diretta sperimentazione nelle scuole della Regione Emilia-Romagna, secondo modalità improntate alla ricerca-azione partecipativa.

TEMPI: settembre 2003 – settembre 2004

Fase V - Comunicazione

Tutte le fasi del progetto saranno supportate dal sistematico utilizzo di metodologie della comunicazione indirizzate alla più ampia visibilità e ricaduta delle azioni intraprese. In particolare si farà ricorso a:

  1. informatizzazione delle esperienze realizzate dalle scuole
  2. messa in rete delle medesime e realizzazione di apposito sito web per dare ampia visibilità alle 80 esperienze ritenute maggiormente emblematiche
  3. formazione e addestramento dei docenti per il loro coinvolgimento nell’attivazione e nel mantenimento del sito
  4. forum di discussione e ricerca interattiva

5.I protagonisti

Milena Bertacci – IRRE Emilia Romagna

13 dicembre 2002