Formulario

Azioni di sistema

Azioni di accompagnamento

Anno 2002 rev 0

Rif. PA (A cura della pubblica amministrazione)

 

 

 

 

 

 

Rif. Interno

 

 

Rif. Integrazione

 

 

Codice Organismo

2676

 

Ragione Sociale

IRRE E.R. Istituto Regionale di Ricerca Educativa per l’Emilia Romagna

 

 

 

Titolo dell’Attività

Pratiche e modelli per lo sviluppo sostenibile

Anno

2002

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  1. CONTESTO E MOTIVAZIONI DELL’INTERVENTO
  2. Può essere molto interessante e importante per una scuola adottare la metodologia e il processo di Agenda 21 come momento didattico/formativo. Infatti, attraverso questo processo la scuola può collegarsi al proprio territorio partecipando alla soluzione dei suoi problemi e alla costruzione dello sviluppo sostenibile; svolgere pienamente il compito istituzionale di promuovere l’apprendimento e la formazione degli allievi come persone autonome, consapevoli e attive; collegare in modo ricorsivo la ricerca con la progettualità, la riflessione con l’azione.

    Le ragioni per avviare un progetto-processo di Agenda 21 Locale in ambito scolastico sono dunque molteplici e implicanti diversi livelli:

    Educativo-metodologico: si introduce un nuovo strumento a più dimensioni (educativo-informativo-formativo-partecipativo-operativo) per tradurre in modo integrato, intersettoriale (ambiente, società, economia, istituzioni) ed interdisciplinare, numerosi concetti e obiettivi dell’educazione all’ambiente, alla salute, ai consumi, all’interculturalità, ai diritti umani. L’utilizzo di questo strumento in campo didattico offre diverse opportunità sotto l’aspetto esistenziale (identità, percezioni, bisogni, desideri), cognitivo (cosa e come conosco e apprendo), operativo (progetti, azioni, capacità di agire), metodologico (tecniche, strumenti e relazioni per analizzare, progettare, fare).

    Sociale: con l’Agenda 21 Locale il mondo della scuola è partecipe e soggetto attivo nell’attuazione di impegni e politiche internazionali per lo sviluppo sostenibile a livello globale, nazionale, regionale e locale. Contribuisce a promuovere presso gli studenti e gli insegnanti un sapere ambientale, una consapevolezza ambientale, una responsabilità ambientale, una competenza ambientale e una cittadinanza ambientale.

    Ambientale: l’Agenda 21 fornisce un’opportunità per conoscere meglio le relazioni tra esseri umani e ambiente, per analizzare le criticità esistenti fornendo dati e informazioni utili per altri attori, cosi come per migliorare situazioni critiche e contribuire con nuovi progetti al miglioramento della qualità ambientale dentro la scuola e sul territorio.

    L’educazione ambientale/processo di Agenda 21 assume dunque l’obiettivo di promuovere e rendere partecipato il cambiamento verso lo sviluppo sostenibile sviluppando e coltivando le capacità e le creatività umane (competenza evolutiva).

    In questo nuovo contesto e concezione, l’educazione ambientale non è più solo "naturalistica" ma prende in esame le implicazioni sociali, economiche, politiche dei problemi che affronta. L’ambiente non è solo un oggetto di conoscenza o fonte di esperienze, ma anche la sfera delle azioni di ciascuno.

    Si palesano così altri punti di riferimento sottesi all’Agenda 21 Locale e all’educazione ambientale, ovvero l’approccio del costruttivismo epistemologico, per il quale la conoscenza non è solo un dato, ma è frutto di una continua costruzione/negoziazione sociale e culturale. Un punto di vista che stimola una riflessione metacognitiva e nello stesso tempo mette tra parentesi le presunte certezze assolute, che stimola il dialogo, la messa in discussione e la condivisione continue del sapere. Un punto di vista che mette di fronte il soggetto a tutta la sua responsabilità per i discorsi e le azioni prodotti, alla libertà/responsabilità nel costruire mondi possibili.

    L’adozione dell’approccio dell’Agenda 21 come metodologia e percorso didattico a scuola non nasce ovviamente dal nulla, evidenti sono i suoi debiti e le similitudini con gli approcci della ricerca-azione, dell’apprendimento cooperativo, della ricerca–insieme elaborati negli ultimi decenni nel campo delle scienze della formazione.

    Modelli e concetti che oggi si integrano ad esempio con quelli proposti da Bela Banathy (in Laszlo/Ceruti 1988): la necessità di promuovere, attraverso l’educazione e la formazione, la competenza evolutiva, necessaria alla sopravvivenza della specie umana a fronte dei pericoli che corre il nostro sistema planetario, per orientarsi nel futuro, per affrontare la complessità e il cambiamento.

    L’apprendimento della competenza evolutiva è necessario per creare immagini positive del futuro e governare la loro evoluzione agendo in modo anticipatorio; saper creare alternative innovatrici, proporre soluzioni e metterle in atto.

    L’approccio e le metodologie di Agenda 21 rivelano dunque il compito e la potenzialità di favorire l’interazione cooperativa dei gruppi sociali e la partecipazione responsabile dei cittadini. Questo perché preservare l’ambiente presuppone e richiede cittadini che conoscono i problemi, che sanno "prendere la parola", che sanno agire.

    La vita di una classe, come quella di un quartiere di cittadini, organizzata in Forum, ovvero come luogo in cui si impara reciprocamente a immaginare mondi possibili e a metterli in pratica (ricognizione critica del presente, cosa si desidera, come chi lo realizzerà..).

    Promuovere, alimentare, la partecipazione responsabile è dunque un processo formativo.

  3. Obiettivi dell’intervento

Riteniamo che il modo migliore per promuovere la partecipazione sia evitare di indicare comportamenti prefissati così come il primato degli "esperti" (è importante in campo ambientale l’opinione e il contributo di tutte le categorie sociali). Stimolare l’auto-percezione positiva dei soggetti quali attori responsabili che possono dare un contributo e sanno di poterlo fare (senso di enpowerment: fiducia nelle proprie abilità) superando quindi il senso di impotenza e pessimismo.

Le potenzialità della partecipazione responsabile degli attori del sistema educativo (docenti/allievi/coordinatori dei centri) possono essere notevoli per favorire il coinvolgimento diretto delle persone nella soluzione dei problemi locali-reali e la disposizione ad agire responsabilmente.

Obiettivi strategici del presente segmento progettuale sono:

  1. la ricognizione e il monitoraggio delle esperienze di educazione ambientale condotte dalle scuole su scala regionale;
  2. la socializzazione e la disseminazione di esperienze emblematiche;
  3. la ricerca di modelli emblematici attraverso la simulazione di una metodologia partecipativa e laboratoriale per la sostenibilità, da trasferirsi all’interno del sistema scolastico regionale nel duplice segmento NOS (nuovo obbligo scolastico) e NOF (nuovo obbligo formativo).

Obiettivi formativi del presente segmento progettuale sono:

Obiettivi di sistema del presente segmento progettuale sono:

 

 

  1. DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO (ATTIVITA’ DA REALIZZARE)

 

 

 

  1. RISULTATI ATTESI E IMPATTO AL TERMINE DELL’ATTIVITA’

Il progetto vorrebbe realizzare nella nosta regione un sistema integrato, unico crediamo nel suo genere, tra la rete delle scuole sperimentali e la rete dei centri per l’Educazione ambientale, al fine di promuovere e diffondere azioni strategiche volte alla sostenibilità, a partire dal coinvolgimento pieno dei giovani studenti, veri interpreti e protagonisti - quanto più possibile responsabili - del nostro futuro. Si tratta di far toccare direttamente ai giovani l’importanza del tema, la sua non rinviabilità e, al contempo, diffondere la consapevolezza che intervenire positivamente si può, anzi si deve, per costruire un progetto di vita che sia al contempo personale e plurale, locale e globale, legato alla concretezza di bisogni, conoscenze e passioni, ma anche ispirato dall’immaterialità delle utopie e delle culture.

Il rapporto che si instaura in tal modo tra scuola dell’autonomia e ambiente non solo modifica i modi della conoscenza, gli stili comportamentali, le forme di relazione tra soggetto (allievo-docente-struttura scolastica) e territorio di riferimento, ma diviene anche luogo permanente di formazione e ricerca per i soggetti altri: gli adulti, le comunità e le istituzioni di riferimento.

Il processo di costruzione di un’Agenda 21 locale rappresenta anche, e forse prima di tutto, un interessante momento di co-formazione e co-apprendimento per tutte le categorie sociali e i singoli che vi prendono parte. Infatti Agenda 21 è:

Giungiamo quindi alla piena consapevolezza dell’importanza del pensare/agire/integrare insieme l’educazione/formazione con la programmazione per lo sviluppo sostenibile.

 

  1. SE IL PROGETTO PREVEDE LA REALIZZAZIONE DI UN SITO WEB E/O ALTRI PRODOTTI MULTIMEDIALI DESCRIVERNE BREVEMENTE LE PRINCIPALI CARATTERISTICHE

La realizzazione di un sito web risponde, per noi, alla duplice esigenza di offrire informazioni come strumenti per la riflessione e la condivisione, come percorso di autoformazione, come disseminazione e implementazione delle pratiche per la sostenibilità e la realizzazione di una scuola ecosistemica. (Per i riferimenti su questo punto vedi il formulario 4).

Pertanto le caratteristiche del nostro sito web dovranno corrispondere alle esigenze del mondo educativo (scuola - rete dei centri INFEA).

Per progettare, sviluppare e gestire un sito Web efficiente, un webmaster deve possedere competenze in campi diversi (architettura e gestione di rete, progetto grafico e di interfaccia, sviluppo di software, strategia gestionale, redazione dei progetti). Con lo sviluppo del Progetto di Sviluppo delle Tecnologie Didattiche (PSTD), in ogni scuola vi sono le competenze per il trasferimento di un progetto didattico sul World Wide Web.

Per dare concretezza al progetto di rete che andiamo a delineare, possiamo partire dal presupposto che questa dovrebbe essere, come dice Bateson "Una struttura che connette ".

La "connessione", nella scuola che procede verso l’autonomia, implica, innanzitutto, l’assunzione di finalità ed obiettivi propri, condivisi dai responsabili dei nodi che concorrono alla costituzione della rete.

Sotto il profilo informatico il successo di una connessione è legato alla compatibilità delle tecnologie; analogamente, sul versante della didattica, l’affermazione di una rete dovrebbe basarsi su alcuni elementi comuni, significativi, condivisi, dai promotori/fruitori della rete.

Condividere

Finalità

Obiettivi

Percorsi

 

Risorse

Economiche

Professionali

Relazionali

Linguaggi

Testuale

Iconico

Grafico

Modelli

Schemi

Moduli

Esemplificazioni

 

Valutazioni

 

 

Metodologie

Didattiche

Procedurali

Netiquette

Strumentazione

E-mail

Mailing list

World Wide Web

 

Newsgroup (FAQ)

Videoconferenza

 

La realizzazione del sito web è volta in primo luogo alla costituzione di una rete orientata allo scambio ed alla cooperazione tra le scuole aderenti al progetto.

Scambiare

Esperienze

Organizzative

Comunicative

Operative

Competenze

Pedagogiche

Scientifiche

 

Problematiche

Relazionali

Gestionali

 

La raccolta dei progetti ( la loro divulgazione su Internet è il primo passo) consente di condividere esperienze diverse, maturate in contesti specifici.

Ma il passo cruciale che giustifica l’ingresso del "progetto ambientale" in rete è innanzitutto il fatto che il lettore possa – se lo vuole - immediatamente diventare autore di una ulteriore elaborazione progettuale, esistendo le condizioni per interagire con l’ideatore del progetto, suggerire, criticare, esprimere il proprio consenso o dissenso o – più prosaicamente – prendere spunto per una propria rielaborazione.

La rete che andiamo costituendo si propone di:

  1. ALTRE INFORMAZIONI A COMPLETAMENTO DELLA DESCRIZIONE DELL’ATTIVITA’

Particolare attenzione verrà posta all’integrazione sistemica tra i diversi segmenti della presente fase progettuale:

per garantire la necessaria circolarità alle azioni attivate. Tale continuità dialettica delle parti è, del resto, uno dei tratti distintivi della ricerca-azione.

Infatti "il campo sistemico della ricerca-azione, nel quale sono molto elevati i coefficienti di interazione complementarietà e specularità tra i soggetti e gli oggetti dell’investigazione/sperimentazione educativa, trova nell’ambiente il suo mediatore culturale elettivo, proprio perché in essa l’accumulazione delle conoscenze non si disgiunge mai dal momento dell’azione e della trasformazione della stessa in funzione sociale e ambientale" (F. Frabboni).

 

 

  1. ESPERIENZE SIGNIFICATIVE MATURATE NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

RUOLO IRRE ER

 

L’I.R.R.E.-E.R. - Istituto Regionale di Ricerca Educativa per l’Emilia-Romagna riformato con D.P.R. 6/03/01 N.190, quale Ente strumentale dell’amministrazione della pubblica istruzione, dotato di personalità giuridica ed autonomia amministrativa e contabile, istituito con D.P.R. 419/74, si configura quale Ente pubblico non economico e riceve dall’amministrazione dell’istruzione, un contributo fissato annualmente, comprensivo di una quota generale e di eventuali quote finalizzate al finanziamento di specifici progetti, rientranti nelle competenze istituzionali previste, costituite da ricerche in campo educativo, dalla formazione e riqualificazione del personale della scuola, dalla diffusione della documentazione educativa e dal supporto all’autonomia delle istituzioni scolastiche a livello regionale.

L’Istituto riceve altresì finanziamenti dalla Commissione europea, da enti locali, da istituzioni e da soggetti pubblici e soggetti privati per l’attuazione di progetti negli ambiti di competenza.

Dall’anno 2000 l’Istituto è stato accreditato presso il SIFP della Regione E.R. con il Codice Organismo n. 2.676 ed ha ottenuto l’affidamento dei sotto elencati progetti finanziati con i fondi strutturali europei:

Rif. PA 0647/2000 "Scuola Net: progetto per la messa in rete delle Istituzioni scolastiche",

Rif. PA 2091/2001 "La scuola nella Rete Istituzionale Regionale dell’Orientamento".

La mission istituzionale contempla attività variegate, quali:

Da anni l’IRRE Emilia-Romagna ha assunto il tema dell’educazione ambientale nel proprio piano di attività, sviluppando progetti specifici su questo versante formativo.

Tale azione, a livello regionale, si è inserita in una rete (pensiamo alla ricca struttura dei centri INFEA) quanto mai articolata e complessa, in quanto caratterizzata da una grande ricchezza di esperienze e di tipologie progettuali che fanno della nostra regione un crocevia di linee di impegno istituzionale ed associativo fortemente rivolte a questo versante. In questo sfaccettato contesto, l’intervento dell’IRRE-E.R. si è posto, da un lato, in modo sinergico all’azione sviluppata dagli altri soggetti istituzionali (con particolare riferimento alla funzione di coordinamento condotta dalla Regione E.R), dall’altro, con modalità coerenti con il proprio ruolo istituzionale e con la specificità del proprio ambito di intervento.

Il Progetto "Una scuola per l’ambiente. Reti per lo sviluppo sostenibile" è finalizzato alla continuazione della ricerca sviluppata in collegamento con le scuole dell’Emilia Romagna sulle valenze cognitive e formative dell’educazione ambientale realizzata negli anni 2000 - 2002 attraverso il Progetto "Ambiente e autonomia".

Numerosi sono i progetti di Educazione ambientale sviluppati nel corso di questi ultimi anni di cui si dà conto di seguito.

Nell’ambito del Progetto "Ambiente e Autonomia" sono state censite e monitorate 535 esperienze di Educazione ambientale realizzate dalle scuole di questa regione e si è dato avvio al processo di messa in rete delle scuole, processo che si vorrebbe potenziare e portare a sistema con la presente azione progettuale.

Gli esiti della ricerca sono riportati, in particolare, nelle seguenti pubblicazioni:

  1. Bertacci (a cura di), L’Educazione ambientale nella scuola dell’autonomia, Cappelli;

M. Bertacci (a cura di), Una scuola per l’ambiente, Cappelli, Bologna, 2002.

La ricerca è stata presentata nell’ambito di due Convegni:

  1. Convegno "Io, tu … noi e l’ambiente", svoltosi nell’ambito della Fiera del libro per ragazzi, il 31 marzo 2000. Il convegno ha visto la partecipazione di 800 partecipanti. Tra i relatori di livello nazionale, va segnalata la presenza di Piero Angela, divulgatore scientifico RAI.
  2. Convegno "Una scuola per l’ambiente. Dallo spazio dell’aula allo spazio del mondo", svoltosi nell’ambito della Fiera del libro per ragazzi, il 10 Aprile 2002. Il convegno ha visto la partecipazione di 1200 partecipanti. Tra i relatori di livello nazionale, va segnalata la presenza della Prof.ssa Margherita Hack.

Entrambe le iniziative sono state presentate da testate giornalistiche e televisive nazionali e locali.

  1. FASI DELL’ATTIVITA’ METODOLOGIE, STRUMENTI E PRODOTTI REALIZZATI
  2. Fase n° 1 : Titolo

    RICOGNIZIONE E MONITORAGGIO

     

     

    1. Descrizione della Fase

La ricognizione e il monitoraggio dovrebbero consentire l’inquadratura fenomenologia delle esperienze di didattica ambientale poste sotto osservazione. In particolare il monitoraggio, come sostiene Margotta, è un "modo per documentare e informare sui dati fisici e strutturali di una certa classe di fenomeni, garantendo una illuminazione non casuale dei fabbisogni, delle criticità, delle potenzialità, di strumentazione, di organizzazione, di microsoluzioni, ovvero di ridislocazione delle attività in relazione al cambiamento che si intende dirigere e governare, per un verso, e rispetto agli obiettivi e ai fini proposti, per l’altro."

Si possono richiamare alcune tappe essenziali di questa fase:

 

    1. Tempi di realizzazione, quantificazione e descrizione delle risorse umane coinvolte

Saranno coinvolti: il Comitato tecnico-scientifico per la definizione della strumentazione e il coordinamento progettuale; i partner operativi per il supporto e il coordinamento provinciale nelle azioni di presentazione e di realizzazione del monitoraggio; i partner progettuali per la raccolta dei dati, la loro informatizzazione, e per l’individuazione delle esperienze emblematiche.

TEMPI: ottobre 2002 – marzo 2003

 

 

  1. FASI DELL’ATTIVITA’ METODOLOGIE, STRUMENTI E PRODOTTI REALIZZATI
  2.  

    Fase n° 2: Titolo

    RICERCA E PROGETTAZIONE DI MODELLI DI EDUCAZIONE AMBIENTALE

     

      1. Descrizione della Fase

Tutto il progetto, ma in particolare questa fase progettuale, fa riferimento alla metodologia della ricerca-azione. Secondo questa impostazione, le soluzioni non sono date dall’alto, ma vengono costruite dal basso attraverso processi circolari di: negoziazione, ipotesi, ricerca, autoanalisi, sperimentazione, verifica, validazione, ricusazione, transfert. Sono richieste attitudini euristiche, qualità dinamiche, approccio sistemico e plurilineare, capacità di problem-solving, cultura della flessibilità e disponibilità al cambiamento. L’investigazione concerne il doppio binario: processi attivati e conoscenze disponibili, applicati al contesto concreto del paradigma ambiente e della didattica ambientale attivati nelle scuole dell’Emilia-Romagna. La scelta della ricerca-azione sottende la volontà di riassegnare alla scuola, anche nella prospettiva dell’autonomia, una funzione cruciale nella ri-progettazione della propria identità complessiva, a cominciare dalla rilettura esperta e meta riflessiva delle prassi attivate.

Questa fase si strutturerà essenzialmente attraverso due segmenti:

  1. socializzazione delle esperienze emblematiche, precedentemente individuate, tra le 80 scuole protagoniste per valorizzare i "capitali di esperienze" prodotti in anni di lavoro e ricerca sul campo attraverso:
  1. svolgimento di workshop su Agenda 21 e sostenibilità attraverso la simulazione di una metodologia partecipativa, quale possibile strumento/modello da utilizzare poi nelle rispettive scuole (vedi fase 3), adattandolo alle diverse classi di età e gruppi di partecipanti per agevolare lo sviluppo di Agende 21 scolastiche e la partecipazione della scuola ai Forum locali di Agenda 21

 

 

    1. Tempi di realizzazione, quantificazione e descrizione delle risorse umane coinvolte

Saranno coinvolti: il Comitato tecnico scientifico e i partner progettuali per il coordinamento di azioni; i partner operativi nella realizzazione dei workshop; almeno 80 docenti delle scuole sperimentali ed eventuali esperti, utili a supporto della fase di ricerca sul campo (è possibile ipotizzare una collaborazione anche con i neoriformati Centri Scolastici Amministrativi a valenza provinciale).

TEMPI: marzo 2003 - settembre 2003

 

 

  1. FASI DELL’ATTIVITA’ METODOLOGIE, STRUMENTI E PRODOTTI REALIZZATI

Fase n° 3: Titolo

 

 

 

 

      1. Descrizione della Fase

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    1. Tempi di realizzazione, quantificazione e descrizione delle risorse umane coinvolte