Marcantonio Franceschini

Marcantonio Franceschini (1648-1729) pittore bolognese fu il maggiore allievo collaboratore e continuatore di Carlo Cignani, insieme agli altri allievi fu spesso impegnato a riportare ad affresco i cartoni del maestro. Lasciato lo studio del Cignani fu presto conteso dai grandi collezionisti: le famiglie senatorie bolognesi, le autorità civili ed ecclesiastiche, i grandi ordini religiosi, i principi di Germania. A metà degli anni ottanta il suo stile, maturato sa una attenta rielaborazione della tradizione classicista , giunge ad una piena autonomia espressiva. Attivo per più di mezzo secolo, con una bottega efficentemente organizzata, fu tra i protagonisti della pittura bolognese tra sei e settecento più richiesti. Lavorò a Piacenza, nel Duomo 1689, a Genova nel Palazzzo Ducale, a Modena, a Reggio Emilia, a Bologna e a Roma dove eseguì i cartoni per i mosaici in San Pietro. Il suo più affezionato committente fu il principe del Linchetenstein, che gli richiese molte tele per il suo palazzo di Vienna, molte delle quali dedicate al mito di Adone. In tarda età l'infaticabile maestro, che continua a realizzare opere di tutto riguardo come'" Cupido e Psiche " di collocazione privata a Bologna, "La Madallena" del Kunsthst Nuseum di Vienna, è oberato da infinite committenze che lascia documentate in un taccuino a partire dal 1683.