Le funzioni narrative



personaggi e loro attributi grandezze variabili, che non influiscono
sulla struttura della favola
le loro azioni, o funzioni grandezze costanti, che influiscono
sulla struttura della favola

V. Ja. Propp, russo vicino alla corrente formalista, nella sua opera dedicata alla struttura delle fiabe di magia "Morfologia della fiaba" (Torino, Einaudi, 1966; prima ed. originale 1928) ha mostrato come in tutte le fiabe agisca uno schema invariante, riconducibile a trentun funzioni narrative disposte sempre nello stesso ordine.
Propp parte dalla constatazione che nelle favole possono essere ritrovate "grandezze costanti" e "grandezze variabili". Cambiano i nomi dei personaggi e i loro attributi (grandezze variabili), ma non le loro azioni, o funzioni (grandezze costanti e morfologicamente influenti): da cui la conclusione che la favola non di rado attribuisce un identico operato a personaggi diversi. Cambia chi fa una certa azione e come la fa, ma non cambia il che cosa. Questo spiega l'ambivalenza della favola: la sua sorprendente varietà da un lato, la sua non meno sorprendente ripetibilità dall'altro. Le funzioni dei personaggi (e Propp ne individua appunto 31) rappresentano dunque le parti invarianti e fondamentali della favola, che devono essere definite tenendo conto del significato di una data funzione (allontanamento, divieto, infrazione, fuga ecc.) all'interno della vicenda narrata. Per funzione si deve quindi intendere "l'operato di un personaggio determinato dal punto di vista del significato per lo svolgimento della vicenda".
Le 31 funzioni non sono tutte presenti in tutte le favole, ma la loro successione è identica: l'assenza di alcune funzioni non muta l'ordine della altre.
In rapporto alle 31 funzioni si possono individuare 7 "sfere d'azione" a cui corrispondono 7 ruoli: antagonista, donatore, aiutante, principessa e suo padre, mandante, eroe, falso eroe. Un solo personaggio può abbracciare più sfere d'azione o, caso opposto, una sola sfera d'azione può essere ripartita fra più personaggi.
Di seguito viene riportata, con i segni convenzionali coi quali Propp le indica, la tavola delle 31 funzioni narrative, la cui serie rappresenta la base morfologica di tutte le favole di magia. La tavola incomincia con <<i>>, che non è una funzione, ma indica la situazione iniziale.

La tavola delle funzioni narrative

<<i>>
situazione iniziale
e
allontanamento
k
divieto
q
infrazione
v
investigazione
w
delazione
j
tranello
y
connivenza
X
danneggiamento
Y
mediazione, momento di connessione
W
inizio della reazione
->
partenza
D
prima funzione del donatore
E
reazione dell'eroe
Z
conseguimento del mezzo magico
R
trasferimento

L
lotta
M
marchiatura
V
vittoria
Rm
rimozione
<-
ritorno

P
persecuzione
S
salvataggio
O
arrivo in incognito
F
pretese infondate
C
compito difficile
A
adempimento
I
identificazione
Sm
smascheramento
T
trasfigurazione
Pu
punizione
N
nozze