Apuleio
La "bella fabella" di Amore e Psiche
Il genere letterario

La "bella fabella": Apuleio così si esprime a proposito della novella di Amore e Psiche: "...stilum..., qui tam bellam fabellam praenotarem" ( "e mi rammaricavo di non avere carta e penna, per appuntarmi una così bella favola", Metamorfosi, VI, 25).

Per ammissione dello stesso Apuleio, esplicita in due passi delle Metamorfosi, e per i caratteri del racconto, si può ritenere che la "bella fabella" di Amore e Psiche, che abbraccia circa due libri (IV,28 - VI,24) del romanzo, sia una fabula milesia.
Si possono avanzare tuttavia alcune riserve: la milesia presenta aspetti realistici e grotteschi e di abiezione morale, mentre il tono generale della novella di Amore e Psiche è di delicato incanto, adatto infatti allo scopo che assume nel testo, cioè quello di consolare una ragazza impaurita. Nelle milesie non compaiono simbologie misteriche, presenti invece nella novella di Apuleio.

Si può dunque ritenere che si tratti di una milesia contaminata per le suggestioni di diversi influssi:
misterici (per i valori simbolici)
mitologici (per personaggi e situazioni)
popolari (per i motivi canonici della favolistica).

Definizioni: novella e romanzo
Rapporto tra romanzo e novella nel testo di Apuleio