Giacomo Balla

Vita

Anche Balla (1871-1958), come Boccioni, fa il suo apprendistato a Roma dove si avvicina al Divisionismo. Centrali sono gli anni compresi tra il 1911 e il 1912 durante i quali approfondisce lo studio del movimento. Per quanto riguarda "automobili da corsa", mentre Boccioni rappresenta ancora in modo ben riconoscibile una figura umana Balla, elimina quasi totalmente, la figura dell'automobile. I colori sono eliminati e si fondono e unificano con il movimento. Le ruote, unica parte riconoscibile della macchina, sono sdoppiate; non però in cerchi concentrici ma in spirali. Il tema del dinamismo viene meditato a lungo dal Balla che va al di là del Boccioni: infatti prescinde quasi del tutto dall'immagine visiva, per dare l'immagine psicologica del moto. L'artista per Balla vuole significare la scomparsa della natura, per il predominio assoluto della macchina. Fu questo periodo, 1911-12, quello più singolare della sua produzione: dopo un periodo di ricerche plastiche con materiali diversi, passa al cinema interessandosi di temi psicologici. Dal 1930 in poi, ritornerà ai temi figurativi degli anni pre futuristici: leggerezza di toni, ironia e grande interesse per le ricerche ottiche e cromatiche ne caratterizzano la pittura.