Parco Guell

Gaudì progetta un lavoro esemplare. Disegna differenti elementi: due edifici che segnalano l'ingresso principale, un colonnato di ispirazione dorica che sostiene una larga piattaforma, alcuni viadotti per superare il dislivello del nuovo impianto del parco e infine una recinzione, che non è altro che il culmine di tutto un lavoro iniziato in precedenza. Questi edifici non possono essere svincolati dalla piazza di accesso.

I muri curvi che accompagnano la scalinata sono trattati come l'accesso a una grande sala del piano nobile di un edificio di rappresentanza. Il cromatismo di questo ingresso, vuole richiamare l'attenzione del visitatore e immergerlo pienamente in questo luogo dove è percepibile l'eco di una concezione barocca. Anche nell'edificio di sinistra troviamo la torre, questa volta modellata come un elemento lapideo coronato da uno in ferro, che sorregge la croce a quattro bracci. Si può notare come Gaudì utilizza elementi topici propri, dei segnali di identificazione, punti di riferimento, i quali non sono altro che un perfetto esempio della personalità di questo architetto.Come proseguimento dell'ingresso principale si trova, forse con eccessiva fretta,la sala ipostila, nella quale con una abilità sorprendente Gaudì passa da uno spazio curvo aperto a uno chiuso in sè stesso.  Le colonne che sorreggono la piattaforma sono disposte secondo un reticolo regolare. I medaglioni circolari, in numero di quattro, posti a due a due, sono pezzi unici, di un eccezionale cromatismo. Essi non sono altro che delle chiaviche coronano lo spazio che delimita il perimetro degli elementi modulari nella parte superiore dei capitelli. Le colonne inclinate del limite esterno di questa sala sorreggono un architrave, che si fonde in un dialogo eccezionale con la sinusoide della piazza superiore. E' importante notare come tutta la cromaticità del parco sia realizzata in elementi sovrapposti, aggiunti. Si noti poi come dove il percorso è più dolce, le foriere dialogano con le palme con una struttura assolutamente mimetica; dove il percorso si eleva a mò di ponte, dette vasche portafiori di grande altezza proteggono e accompagnano il cammino, ma sempre con una precisa relazione con la pavimentazione,trattata come se fosse un tappeto continuo. Il muro di cinta, sulla calle de Olot, è improntato al massimo protagonismo. Esso si comporta come una facciata, divenendo un elemento architettonico perfetto, costituito da un basamento, e da una zona urbana intermedia dove è possibile ritrovare l'eco delle aperture della torre Bellerguard, e da una parte più leggera che sostiene la copertura smaltata del muro, nel quale il movimento ascendente/discendente pone in risalto il medaglione Park da una parte e quello Guell dall' altra.