L'espressionismo

Il termine "espressionismo" si usa in relazione a quelle opere d'arte in cui l'artista intende  "esprimere" fortemente il suo sentimento individuale piuttosto che rappresentare oggettivamente la realtà. Gli espressionisti deformano coscientemente la realtà riproducendola nel dipinto non così come appare ma come la "sente" l'autore che proietta in essa la propria vita interiore. L'espressionismo si oppone a ogni forma di naturalismo e sostiene l'assoluta priorità della rappresentazione del sentimento individuale sull'imitazione della natura. Il termine "espressionismo" apparso per la prima volta in Germania nel 1911 e dopo poco assunse lo specifico significato sopra spiegato. I critici d'arte applicano questo termine principalmente ai pittori tedeschi dei primi decenni del '900 e, in senso lato, a tutti quegli artisti che hanno come fine il superamento della resa oggettiva della realtà esterna. Precedenti diretti dell'espressionismo tedesco sono Gauguin e soprattutto Van Gogh, Ensor e Munch. I principali pittori di inizio secolo appartenenti a questa corrente artistica sono Kirchner, Heckel, Schmidt-Rottluff, Max Pechstein, Emil Nolde e Otto Muller.