PERIODO METAFISICO:                                                                                             Nel 1917 inizia l'avventura metafisica di Carrà; i quadri di questo periodo sono caratterizzati dall'esemplificazione concreta della formula ed insieme il suo superamento, una rottura del limite e la consapevolezza di tale rottura come dimostra "L'idolo ermafrodito": una figura umana travestita da manichino, accarezzata da colori tenui e vaghi, da nitidi contorni, in un'atmosfera di magia, di una nuova mitologia sorta dalle rovine di una pittura provinciale. Ancora di più possiamo riscontrare l'atteggiamento metafisico di Carrà nell'opera "Madre e figlio", dove traspare la necessità di ammantare la realtà sotto un alone magico.   Tuttavia Carrà non rimane confinato tra le formule tipiche del movimento metafisico; infatti nella sua arte la metafisica è decisamente superata dalla poesia; sotto questo punto di vista, l'inumanità del manichino è superata dallo splendore della tavolozza ricca di colori smaltati e sontuosi. Perciò è difficile collocare questo artista in un preciso movimento artisticoe di conseguenza i periodi sopradescritti possono essere considerati come dei periodi attraverso i quali si è svolta la maturazione dell'autore.                               La successiva opera intitolata "Il figlio del costruttore" è una composizione che rivela il cartattere fondamentalmente serio e impegnato dell'arte di Carrà e lo assegna a quella schiera di artisti generalmente definiti "romantici". La sua arte è diventata ormai una pittura bloccata, corposa, sintetica, con una struttura che non ha nulla da invidiare ai grandi maestri. Siamo ormai in quella fase che ci porterà alle grandi composizioni come "L'attesa" e come "Il meriggio" dove si manifesta tutta la forza plastica del pittore e tutta la felice contemplazione tradotta in colori e forme veramente naturali, sembrando quasi una sfida verso tutti coloro che si ostinano a credere che i normali argomenti della natura più non servono da supporto alla poesia. Dunque possiamo giungere alla conclusione che le opere di Carrà possono venir classificate come capolavori, opere cioè non estranee alla verità quotidiana, ma testimonianza di un impegno  costante e sincero nei confronti della realtà che ci circonda.