Art Nouveau

Gli anni di passaggio dall'Ottocento al Novecento sono contrassegnati da una crisi profonda. Da un lato prosegue l'ottimistica fede nel progresso scientifico, che appare inarrestabile e tale da portare a soluzione ogni problema umano. D'altro canto però ci si rende conto che questa "felicità" universale è solo apparente. Se la borghesia al potere è ricca, lo è sfruttando il lavoro delle classi subalterne, costrette a lottare per conquistare una migliore qualità di vita. E il progresso tecnico non è necessariamente legato al processo dell'umanità, anzi rischia di meccanicizzare l'uomo uccidendone la spiritualità, cosicchè sarà necessario, invece che considerare la tecnica come fine a se stessa cercare un "supplemento d'anima". E' questa una delle aspirazioni di quella corrente culturale, che si manifesta dapprima e soprattutto in Francia, detta "decadentismo". E' in questo clima decadente che nasce e si diffonde in tutta Europa il movimento detto Art Nouveau nei paesi di lingua francese, Modern style in Inghilterra, Modernismo in Spagna, Jugendstil in Germania, Liberty o Floreale in Italia. Dal punto di vista sociologico l' Art nouveau è un fenomeno nuovo, imponente, complesso che dovrebbe soddisfare quello che si crede essere il "bisogno d'arte" della comunità intera. Interessa tutte le categorie del costume: l'urbanistica di interi quartieri, l'edilizia in tutte le sue tipologie, l'arredamento, urbano e domestico, l'arte decorativa e figurativa, la supellettile, l'abbigliamento, l'ornamento personale, lo spettacolo. Per il modo in cui si diffonde è una vera e propria moda: nel senso e con tutta l'importanza che la moda assume in una società industriale anche economicamente. E' il gusto della borghesia moderna, spregiudicata, entusiasta del progresso industriale, che considera un suo privilegio intellettuale, a cui corrispondono anche responsabilità sociali.