Le opere di Boccioni

La città che sale

Di questo quadro esistono molti studi preparatori. Qui le linee di forza sono pluridirezionali. Non si riesce a fissare un oggetto senza essere forzatamente catturati da quelli vicini. Nel centro il cavallo crea un vortice di linee e tonalità che si ampliano quasi come una marea. Lo sfondo è costituito dalle tipiche case in costruzione che rappresentano il simbolo del mondo moderno.

Stati d'animo: gli addii (1911)

Da questo quadro inizia la vera opera futuristica dell' artista.

Stati d'animo: quelli che vanno (1911)

La prima sensazione che se ne ricava è il dinamismo creato dalle vigorose linee di forza diagonali che percorrono l'intera figura mascherando in parte il soggetto con colpi di colore contrastanti.                     

Forme uniche di continuità nello spazio: (1913) Scultura

Boccioni riesce a rendere anche nella scultura l'idea dei piani che si intersecano tra di loro nello spazio, senza l'aiuto del colore, ma facendo uso di forme particolari e astratte che si susseguono creando il movimento. Nonostante questi elementi aggiuntivi Boccione riesce a rendere bene anche l'oggetto originale, soggetto dell' opera, che è ancora riconducibile grazie alla sua tenzione dinamica.