Le opere di Salvator Dalì

Il gioco lugubre (Giochi maledetti)

Il gioco lugubre (Giochi maledetti) fu il primo dipinto veramente surrealista di Dalí. Quest'opera, in sé strana e che suscitò grande imbarazzo, è un mirabile esempio di quell' "automatismo psichico" di cui aveva parlato André Breton.

Sottomissione del desiderio

Nell'estate 1929 nacque non soltanto il Gioco lugubre, bensì anche Sottomissione del desiderio, dove egli si servì della tecnica del collage, incollando ritagli di foto o di stampati sulla tela, ricercando nel collage più che altro il potenziale distruttivo di esso.La testa del leone è di fatto una stampa, tuttavia il resto del quadro è eseguito con una tale maestria, da non permettere di capire esattamente dove finisca il   collage e dove inizi la pittura.

Piaceri illuminati

Nel 1929 nasce Piaceri illuminati, che, attraverso la tecnica dei "quadri nei quadri" e dell'atmosfera creata dai colori irreali, mette in chiara evidenza l'influsso di De Chirico su Dalí. Il dipinto è degno di nota per il suo realismo fotografico, che dona particolare credibilità anche ai motivi più irrazionali. Questo dipinto è composto in parte da collages. Tuttavia la sottile tecnica pittorica usata da Dalí rende difficile la suddivisione precisa tra gli elementi fotografici e quelli pittorici.

Il dipinto Il sogno nacque da un sogno, nel quale Dalí vide un mostro sorretto da stampelle. Per Dalí il feticcio delle stampelle ha un duplice significato: da una parte è il simbolo di una società ricca ma debole, la quale ha bisogno di un sostegno; dall'altra la forma delle stampelle richiama i temi della vita e della morte, un sostegno per il suo sentimento del non essere sufficiente a se stesso. La mostruosa testa senza corpo del dipinto poggia su numerose stampelle, che non la tengono soltanto sollevata in aria; esse fungono anche da sostegno di parti singole, come le labbra, il naso e gli occhi.