C'era qualcosa nell'impressionismo che lo allarmava profondamente. I quadri di Manet e Renoir gli sembravano troppo sfumati e compositivamente troppo poco precisi. Cominciò a criticare l'Impressionismo. Il suo temperamento classicista reagiva per istinto a quello che sembrava costituire il vero pericolo dell'impressionismo: la vanificazione della forma. Cezanne, interessato essenzialmente alla struttura, non alle sensazioni soggettive che riteneva confuse, non poteva che voltare le spalle all'Impressionismo. Sentiva di non poter cogliere la realtà delle cose senza una disposizione organica di linee che conferissero stabilità alle immagini. Cezanne si differenzia dagli impressionisti anche per l'uso del colore: essi utilizzano solo i  sette colori dell'iride, egli invece ne usa  molti di più ricavati da mescolanze personali, per rendere meglio quella modulazione colorata che conferisce all'oggetto forza plastica e luce. Gli impressionisti vogliono cogliere l'attimo, l'impressione di un momento. Cezanne non vuole limitarsi all'apparenza delle cose, ma conoscerle, comprendere la natura, secondo l'etimo della parola, cioè prenderla dentro di sè, seconda la logica del colore e metterla sulla tela.

I suoi fondamentali soggetti sono le Nature Morte, i Ritratti, Le Bagnanti che rappresentano la fusione tra elemento naturale e umano, e la Montagna S. Victoire che domina la campagna di Aix in Provence.