Le opere di Soffici

Ardengo Soffici, pittore, scrittore e critico per molto tempo si pose il problema del rapporto fra politica e arte. Fu un fervente sostenitore del partito fascista da lui considerato "un movimento inteso alla rigenerazione totale delle gerarchie, della Patria Italiana che non deve preferire forme esotiche od imitazioni straniere, bensì deve mirare a un' arte equilibrata come quella dei tempi antichi. Eppure, nonostante Soffici appaia come un accanito nazionalista, tornato a Firenze da un viaggio a Parigi, nel 1899, fa conoscere i pittori impressionisti che interpreta con acutezza, mostrandosi aperto e aggiornato.Nonostante questo fervente studio dall'Impressionismo, Soffici tende a voler dare durevolezza all'immagine (ciò potrebbe collegarlo ai cubisti) degli impressionisti; per questo si rivolge soprattutto a Degas e a Cezanne, piuttosto che a Monet. Ciò spiega  il motivo per cui Soffici, dopo aver aderito con convinzione al Futurismo (tra le opere di questo periodo possiamo ricordare "Linee e volumi di una strada") e dopo aver combattuto varie battaglie per sostenerlo,se ne stacchi successivamente propendendo verso la ricerca di una costruttività oggettiva che egli vedeva nei grandi pittori italiani del passato come Masaccio e Giotto.

Linee e volumi di una strada

In questo quadro si può notare l'evidente adesione di Soffici al Futurismo, soprattutto attraverso il protagonismo della linea dinamica. Tuttavia il periodo futurista sarà di breve durata; infatti dopo avere combattuto dure battaglie per sostenerlo se ne staccò successivamente proponendo la ricerca di una costruttività oggettiva che egli vedeva nei grandi pittori del passato, da Masaccio a Giotto.

                                      

 La contadina

In questo quadro Soffici propugna la ricerca di forme nuove che non sono le forme classicheggianti, lucide e incantate di molti altri contemporanei, bensì una ricerca in senso moderno della figura umana.

                                                                                                                         

Campagna di  Forte dei Marmi

In  quest'opera abbiamo una ripresa del paesaggio naturale, filtrato attraverso la conoscenza dell'impressionismo e soprattutto di Cezanne, con composizioni solide, misurate, con una pennellata sobria talvolta densa altre volte leggera.