Questo felice momento della loro pittura espresso da un colore fiammeggiante, da un segno ora spezzato e grezzo, ora fluttuante, arabescato, è bene indicato dal termine Fauves, che trae origine da una battuta pronunciata dal critico Louis Vauxcelles, il quale, paragonando una statua talmente tradizionalista da sembrargli degna del rinascimento fiorentino ai quadri appesi alle pareti della stessa sala dove essa era stata situata, gridava: Donatello chez les fauves ( Donatello in mezzo alle belve ).
Addirittura lo scrittore Camille Mauclair, che pure era uomo colto, studioso di storia dell'arte e amico di alcune fra le maggiori personalità dell'epoca, esclamò indignato che "un barattolo di vernice era stato buttato in faccia al pubblico ".