Il mosaico pavimentale

"La cattedrale di Otranto"

IMMAGINE COMPLETA
DEL PAVIMENTO DELLA NAVATA CENTRALE

anno di fondazione 1163 al 1165
committente Arcivescovo Gionata
autore Monaco Pantaleone, monaco dell'abbazia di San Nicola
di Casale, centro di cultura e di arte romano-bizantina
tecnica di esecuzione Il pavimento è rivestito da tessere policrome in calcare locale.
Figure su fondo grigio contornate di nero e marrone, campite da diversi colori.

struttura pavimentale Partendo dall'abside è raffigurata l'immagine di Bisanzio "capitale" dell'Oriente. Dopo si giunge ai tondi che racchiudono gli animali fantastici del Bestiario. Proseguendo in quella direzione si incontra l'immagine di Re Artù che cavalca un caprone, e il gatto di Losanna, accanto a Caino e Abele: Caino tiene un bastone e lo colpisce, Abele è piegato dal dolore. Proseguendo si giunge alla raffigurazione dei tondi con i dodici mesi dell'anno. Ogni mese ha una cornice ornata di segni geometrici e cifre arabe all'interno della quale appaiono gli uomini intenti nelle fatiche stagionali. Il mosaico prosegue con la preparazione dell'arca di Noè e il diluvio. Poi, gli uomini che sono inghiottiti dai pesci. Ma dopo il diluvio, ecco il ramoscello di olivo, ovvero, il ritorno della pace. Il mosaico è spesso interrotto da iscrizioni latine, che permettono di passare da una scena all'altra e da cui si desumono le uniche notizie sul monaco Pantaleone. Tale mosaico era, forse, rivolto a coloro che conoscevano bene il Phisiologus, il Bestiario Latino e persino i Vangeli Apocrifi. Seguendo un percorso figurato verso la salvezza ci si trova davanti ad un albero, il cui tronco è lunghissimo e attraversa tutta la chiesa. Il percorso del tronco è il cammino dei fedeli che qui imparavano a raggiungere la redenzione, tra gli episodi dell'Antico Testamento, dei Vangeli, del Romanzo di Alessandro e del ciclo di Re Artù.

COMMENTO

In questo mosaico c'è qualcosa di rozzo, di barbaro e di coinvolgente nel suo essere pieno di riferimenti.  E' evidente, nella zona antistante l'altare,  la connessione al Bestiario e alla simbologia di ogni animale. Questo mosaico è un'enciclopedia medievale, una storia dell'umanità fitta di episodi, staccati uno dall'altro ma ben riconoscibili dai fedeli. Il mosaico è davvero "terribile" perchè inizia con il peccato, il cosiddetto peccato d'orgoglio. Infatti, si vede subito la Torre di Babele e Alessandro il Grande, seduto tra due grifoni, colpevoli di aver osato troppo. L'iconografia del pavimento presenta, una commistione di temi religiosi, prevalentemente tratti dalle Sacre Scritture e scene mitologiche e di vita quotidiana.