Rappresentazioni delle Quattro Stagioni nei mosaici romani

Nel mosaico rappresentante le Quattro Stagioni del Palazzetto Bizantino ritrovato in via D’Azeglio a Ravenna sono presenti caratteristiche del tutto particolari rispetto alle raffigurazioni artistiche contemporanee. Innanzi tutto nel VI sec. a. C. il soggetto delle Quattro Stagioni non era più in voga e per questo costituisce una particolarità; in secondo luogo la rappresentazione è diversa rispetto ad altre raffigurazioni dello stesso soggetto. Infatti i personaggi che impersonificano le Quattro Stagioni nei mosaici di Via D'Azeglio sono rappresentati mentre danzano in un ambiente assai festoso, com’è testimoniato dagli addobbi che arricchiscono la scena e dalla presenza di un suonatore di siringa. Questa iconografia si differenzia dalle raffigurazioni coeve e precedenti delle Quattro Stagioni, presenti nei mosaici della Casa di Calendio e Yovina ad Aquileia e quelli di Piazza Armerina, nei quali generalmente i personaggi sono separati gli uni dagli altri e racchiusi in emblemata di forma geometrica.

Nel mosaico ravennate il Genio che simboleggia l’inverno indossa un paio di stivali, un pesante mantello ed un copricapo dal quale spuntano piante , forse canne palustri, tipicamente invernali; il tutto caratterizzato dai colori freddi tipici della stagione.

A Piazza Armerina lo stesso personaggio è raffigurato come un giovane con un manto sulla spalla ed il capo cinto di foglie.

Piazza Armerina: l'"Inverno"

Anche ad Aquileia il mantello è un attributo dell’Inverno, così come le bacche che ne impreziosiscono la chioma ed il volatile che si nutre di esse.

L'"Inverno" di Aquileia

Intutte tre le rappresentazioni la Primavera è caratterizzata da una corona di fiori che le orna la testa, ma mentre a Ravenna è impersonificata da un soggetto maschile, a Piazza Armerina e ad Aquileia è simboleggiata da due fanciulle.

Piazza Armerina: la "Primavera"

   

L’immagine musiva aquileiana presenta un’altra peculiarità: due uccelli si trovano ai lati della corona fiorita.

La "Primavera" di Aquileia

L’Autunno è raffigurato in ognuno di questi mosaici con lo stesso attributo, una corona di grappoli e pampini d’uva.

L'"Autunno"di Aquileia

Spighe decorano la chioma dei personaggi che impersonificano l’Estate nelle tre diverse rappresentazioni. A Ravenna la presenza di quest'attributo è solo ipotetica, essendo andata distrutta quella zona del mosaico che raffigurava la stagione. La parte terminale di una spiga, unico particolare superstite dell’immagine L'"Estate" di Aquileia        musiva, parrebbe avvalorare l’ipotesi.

Stilisticamente le tre rappresentazioni sono degli emblemata, con la differenza che, mentre a Ravenna uno solo racchiudeva tutte e quattro le stagioni a figura intera, a Piazza Armerina e ad Aquileia piccoli medaglioni racchiudono separatamente i personaggi a mezzobusto.

Interessante è anche lo sviluppo di questa tematica a Tunisi e in altri siti africani, ove le Quattro stagioni vengono reinterpretate in tono agreste, alla luce della vita che si svolgeva nelle Ville costruite per gestire il latifondo.