Domus romana

Nell'architettura romana sono presenti due tipi fondamentali di abitazione: la "domus patrizia", posta su un unico piano con ambienti disposti attorno ad uno spazio centrale libero e chiusi verso l'esterno, ospitava una sola famiglia; la "domus ad insula", di carattere cittadino, urbano e commerciale, destinato alla coabitazione di più famiglie, era formato da più piani con botteghe al pian terreno ed aperto verso l'esterno; al suo interno racchiudeva un piccolo giardino.

La domus patrizia si sviluppava attorno ad un atrio centrale coperto ai lati da tetti inclinati che convogliavano l'acqua piovana in una vasca centrale chiamata "impluvium". L'atrio era di forma rettangolare e su di esso si aprivano vari ambienti, il più importante era il tablinum, posto davanti all'ingresso. Questo ambiente non era destinato solamente alla consumazione dei pasti, che si potevano svolgere anche nell'atrio o nel triclinium, ma ospitava anche il letto nuziale, detto "lectus adversus". Originariamente il tablinum era il nucleo della domus, che andò poi sviluppandosi in altri ambienti. Intorno al tablinum erano disposte stanze da letto dette "cubicola"; una stanza centrale per la vita romana era il triclinium nel quale si mangiava stesi su divani.

Dietro questi ambienti vi era l'hortus, che venne poi sostituito dal "peristilio", giardino ornamentale cinto da colonnati e spesso ornato da fontanelle o piscine.

Molte abitazioni presentavano decorazioni pittoriche; le più antiche pitture murali erano caratterizzate dallo stile a incrostazione, cioè dipinti che riproducevano il marmo o materiali pregiati usati per ricoprire le pareti. Più avanti nel tempo furono usati altri stili pittorici, più figurativi.

Non va dimenticato che nelle domus romane non erano presenti mobili, ma solamente piccoli armadi a muro e bauli usati per riporvi i vestiti; le decorazioni parietali miravano pertanto ad arricchire spoglio l'ambiente.

Non si conosce con certezza l'origine delle caratteristiche architettoniche della domus romana: forse trassero origine dalle primitive capanne villanoviane o più in generale dalle abitazioni italiche; trova più consensi però la teoria che le vede derivare dalle abitazioni etrusche. I pavimenti erano spesso rivestiti da mosaici in opus tessellatum o in opus vermiculatum. Le decorazioni pavimentali più utilizzate erano quelle in stile geometrico bianco e nero, spesso arricchite da emblemata centrali; questi piccoli quadretti, inseriti in una cornice in stile geometrico, impreziosivano il cosiddetto "tappeto musivo" ed erano pertanto inseriti nelle stanze più' rappresentative (cfr. anche i pavimenti musivi di via D'Azeglio a Ravenna).