IL COMPLESSO ARCHEOLOGICO DI VIA D'AZEGLIO A RAVENNA

Nel 1993 a Ravenna, in via d'Azeglio 47, durante i lavori di scavo per la costruzione di garages sotterranei è venuto alla luce un importante complesso archeologico che testimonia ancora una volta la particolare situazione stratigrafica relativa alla città. Localizzato all' interno della città di epoca romano-bizantina, in corrispondenza del fiume Flumisello, nel corso dei secoli il complesso ha subito quei mutamenti che oggi lo scavo permette di individuare. Lo scavo effettuato su un'area di circa metri 22x35, ad una profondità di circa metri 6,50, ha richiesto lavori molto complessi per la situazione geologica di Ravenna, interessata dal fenomeno della subsidenza che determina un abbassamento del terreno con conseguente innalzamento della falda acquifera.

Le tecniche messe in opera e l'impegno profuso da archeologi e mosaicisti in via d'Azeglio hanno riportato alla luce un patrimonio custodito nei millenni proprio grazie alla situazione geologica di Ravenna; il suo sottosuolo a profondità diverse custodisce testimonianze che dai giorni nostri risalgono alle più antiche origini .

Lo scavo stratigrafico effettuato ha permesso di tracciare un percorso storico di circa 2500 anni importante per ricostruire il passato glorioso di Ravenna. Una delle tappe più importanti è documentata dal Palazzetto bizantino, abitazione privata probabilmente di un funzionario imperiale che volle nelle stanze di rappresentanza della sua casa un "emblema" che rappresenta la danza dei Geni delle Stagioni; ad un livello inferiore sono stati scoperti i resti di un edificio di epoca anteriore a quella bizantina del IV-V sec. d.C. circa, in cui è venuta alla luce un'altra struttura musiva, quella del cosiddetto Buon Pastore.

La stratificazione che interessa il complesso di via d'Azeglio è tutt' ora oggetto di studio e dall' alto verso il basso ci permette di fissare le diverse fasi storiche come segue:

-edificio '600 -'700 non identificato;

- canale di scarico di epoca bassomedievale-rinascimentale;

- casa medievale del X-XI sec.;

- necropoli altomedievale, con tombe e vari corredi databili al VII sec. d.C.;

- palazzetto bizantino , ove sono state scavate quattordici stanze in opus sectile o mosaicate;

- strada basolata, trasversale allo scavo;

- edificio del IV-V sec. d.C. a destinazione non accertata, con mosaici;

- impianto termale romano del III sec. d.C.;

- domus del II sec. con pavimentazioni in mosaico bianconero;

- edificio del II-I sec. a.C.;

nel settore sud .....

- strutture appartenenti a un o due domus di epoca tardoimperiale con pavimenti musivi;

- domus di età augustea con fauces e probabili botteghe, vestiboli, atrio con impluvium;

- strutture di età repubblicana, confluite nella domus augustea.

Quanto precedentemente elencato, spiega la complessità dello scavo; inoltre molte parti di questi edifici sono state viste parzialmente, o perché bloccate da pali di ferro per impedirne il crollo, o tagliate dalle pareti dell'invaso di scavo.

I mosaici rinvenuti in Via d'Azeglio sono stati restaurati ed esposti al Museo Nazionale di Ravenna in attesa di una eventuale collocazione degli stessi nel medesimo luogo in cui sono stati ritrovati: esiste infatti un progetto di risistemazione dei locali di Via d'Azeglio tale da consentire la visita dei turisti e la visione dei mosaici nelle domus originali.