Il ritrovamento in Via D'Azeglio a Ravenna

IL Palazzetto bizantino

Negli scavi, prolungatisi per un anno in Via D'Azeglio, sono stati rinvenuti alcuni dei reperti più importanti degli ultimi anni in ambito nazionale. L'attuale Via D'Azeglio, che ha iniziato il suo sviluppo in età tardo repubblicana, era situata in un cardus minor, vicino al cardus maximus, che corrisponde all'incirca all'odierna Via Oberdan.

In Via D'Azeglio sono state ritrovate strutture di epoca repubblicana confluite in una domus, ancor più importante,di età augustea. In questo periodo, grazie alla flotta navale che Augusto aveva posto a Classe, Ravenna iniziò ad espandersi e ad arricchirsi notevolmente: Via D'Azeglio era il fulcro dell'urbanistica privata di quest'epoca.

Ad un periodo più tardo risale il ritrovamento più ampio e più importante: il Palazzetto Bizantino, risalente al V-VI sec. d.C., culmine dell'età tardoantica e periodo di maggior splendore della città di Ravenna. La particolarità consiste nel fatto che a Ravenna esso è il primo e finora unico edificio di questo periodo a destinazione privata, di cui si siano conservati in buona parte la pianta e l'apparato decorativo.

Il Palazzetto apparteneva probabilmente ad un influente personaggio politico dell'epoca, giacché l'edificio è molto ricco ed ingloba al suo interno una strada lastricata in trachite, materiale proveniente dai Colli Euganei. Una strada pubblica, quindi, venne annessa all'edificio e trasformata in accesso monumentale privato: questo fatto testimonia l'importanza del proprietario del Palazzetto, forse un funzionario di corte, che ha potuto modificare la topografia urbana. L'edificio, solo in parte messo in luce attraverso i recenti scavi, è composto probabilmente da una ventina di locali fra cui un giardino arricchito da una fontana. Alcune zone sono caratterizzate da pavimenti in opus sectile marmoreo assai pregiato poiché a quell'epoca era rarissimo trovare grandi lastre in marmo, mentre riusciva molto più semplice procurarsi le piccole tessere adatte ai mosaici. Vi sono anche diverse stanze in mosaico con semplici disegni geometrici policromi ed in bianco e nero e la celebre stanza di rappresentanza nella quale è presente l'emblema delle Quattro Stagioni. Le pareti dell'edificio non sono più presenti, perché altre costruzioni nel tempo sono state sovrapposte al Palazzetto.