IL BUON PASTORE DI AQUILEIA

 

L'emblema del Buon Pastore di Aquileia (UD) appartiene al mosaico pavimentale della basilica paleocristiana eretta in questa città nel 4°-5°secolo d.C.Esso rappresenta un pastore che tiene nella mano destra una siringa e ha sulle spalle una pecora, mentre un'altra é ai suoi piedi.Molto interessante é la presenza della siringa, uno strumento musicale che, nella mitologia classica, era uno degli ordinari attributi di Pan, dio dei pastori e delle greggi, e di Orfeo, personaggio mitico che, con la musica della sua siringa incantava e addomesticava le bestie. La rappresentazione di tal elemento fa comprendere un aspetto importante dell'iconografia cristiana: l'attribuzione di significati nuovi ad immagini preesistenti nella cultura romano - pagana.

Nel caso del Buon Pastore di Aquileia l'immagine richiama il concetto cristiano di filantropia, l'amore cioè‚ verso il prossimo e il pastore è la rappresentazione allegorica di Cristo, vestito umilmente con una tunica corta e con una pecora sulle spalle, gesto che indica l'affetto e l'amore verso le proprie pecore, ovvero verso i propri fedeli.

Ciò che caratterizza questa raffigurazione è l'assoluta mancanza di sfondo e l'assenza di una dimensione storica. Quest’iconografia si stacca, infatti, dal naturalismo, e si carica di motivi simbolici rappresentando i valori cristiani come assoluti. L'immagine, infatti è priva sia di una dimensione spaziale (i piedi del Pastore non toccano terra, manca uno sfondo prospettico) sia di una dimensione temporale (non c'è azione, tutto è fermo).

Il Pastore è costruito secondo un modello greco - apollineo: sbarbato, e semplicemente vestito. Più tardi prevarrà il modello giudaico con una figura barbuta e riccamente vestita, spesso con una croce fra le mani al posto del vincastro.