Il restauro dei pavimenti di via D'Azeglio

Gli archeologi per rimuovere i mosaici dal luogo del ritrovamento prima di tutto hanno dovuto prosciugare l'acqua della falda di superficie per mezzo di pompe, poi hanno fotografato il pavimento ritrovato; in un secondo momento con spazzole di saggina hanno liberato gli interstizi dalla terra, quindi hanno nuovamente fotografato, riprodotto il calco su un foglio plastificato trasparente e riprodotto l'immagine ad acquerello, numerando le tessere e annotandone i colori. Dopo hanno proceduto alla rimozione dei pavimenti con la tecnica "a strappo": hanno tagliato il mosaico in sezioni di circa un metro quadrato. Finita questa operazione, hanno steso sulla superficie del mosaico uno strato di colla idrosolubile, l'unica che non crea nessun problema perché non danneggia le tessere, e vi hanno appoggiato sopra delle tele. Hanno poi staccato dalla malta ogni sezione portandone via solo la parte più vicina alle tessere, corrispondente al nucleus, mediante lunghe leve metalliche, chiamate spade, e nei casi in cui il nucleus è risultato molto resistente sono intervenuti con seghe a catena. Dopo il distacco delle varie sezioni hanno fissato ciascuna di esse su un supporto provvisorio. In laboratorio hanno rimosso le tele con spugne bagnate e hanno effettuato l'ultima pulitura prima dell'esposizione. Il mosaico infine è stato ricostruito: le sezioni secondo lo schema riprodotto sul foglio trasparente usato per il calco son state sistemate su un sostegno di aerolam, supporto in alluminio a nido d'ape, leggero, areato e resistente.Sono attualmente pronte per essere riposizionate in sito.