La storia di Ravenna: dalle origini al periodo bizantino

Le origini di Ravenna si perdono nel tempo. Le prime informazioni che abbiamo risalgono a circa tremila anni fa, quando la città era un villaggio palafittato nei pressi di un fiume e costituito da una popolazione umbra. Il mare la interrompeva in vari punti, per cui Ravenna si presentava come una serie di isole unite di povere capanne da ponti. In quanto al nome della città, pare che sia di origine etrusca, anche se sono diverse le ipotesi al riguardo. C'è chi pensa che originariamente si chiamasse "Navenna" da "naves", altri sostengono che il nome venga da "Rhein"(abbondanza di acque) divenuto poi "Rhenna". Si può affermare, tuttavia, che Ravenna entri nella storia soltanto nel I secolo a.C., grazie a Giulio Cesare, che la scelse come suo quartier generale durante le trattative col Senato, per ottenere il prolungamento del comando in Gallia. In seguito, una volta divenuto imperatore, Ottaviano Augusto fece costruire il porto di Classe (dal latino "classis" =armata navale), che volle munire d'una flotta pretoria composta da 250 navi, per assicurare la difesa dell'Adriatico e dei mari del vicino Oriente. Così Ravenna acquistò importanza e, al pari dell' oppidum municipale, ebbe perimetro quadrangolare: la Ravenna Quadrata. Nel frattempo la città si ampliava, mentre l'imperatore Claudio faceva erigere Port'Aurea e Traiano la forniva di un maestoso acquedotto. Un ampliamento ancora maggiore la città lo conobbe, dopo che Onorio, nel 402, temendo il visigoto Alarico portò la capitale dell'Impero Romano d'Occidente da Milano a Ravenna per ragioni di sicurezza e di difesa. La città lasciò allora l'aspetto di provincia per assumere quello fastoso d'una residenza imperiale. Sorsero così magnifiche costruzioni edili ed edifici di culto. Quando Onorio morì, nel 423, venne un esercito da Bisanzio per porre sul trono la sorella Galla Placidia, prima rapita da Alarico, poi convertitrice dei Visigoti da nemici ad amici del popolo romano e, infine, sposa del generale Costanzo. Ufficialmente salì al trono suo figlio Valentiniano III, di sei anni, ma fu Galla Placidia ad assumere il governo per venticinque anni fino al 450. Nel V secolo, Ravenna, guidata da Galla, visse una grande stagione artistica; la sovrana rese Ravenna una capitale splendida e le conferì l'aspetto di città cristiana con la costruzione di molti edifici di culto. In seguito, dopo la presa di Ravenna, nel 476, da parte di Odoacre, capo delle guardie imperiali orientali, seguì un periodo di tranquillità fino alla conquista,nel 493, di Teodorico, re degli Ostrogoti, grazie al quale la città visse un altro momento di splendore. A lui si deve la costruzione di edifici religiosi riservati la culto ariano, la sua religione, e la modificazione della situazione urbana con la creazione di un quartiere riservato ai Goti, dove sorgeva la sua reggia, un palazzo grandioso e complesso. Con la morte di Teodorico (526) si aprì un periodo travagliato per la città. poiché i rapporti fra Goti e Bizantini erano deteriorati. Con la salita al potere di Giustiniano scoppiò la guerra gotico-bizantina, che si concluse con la vittoria di Giustiniano, che unificò gli Imperi d'Occidente e d'Oriente. A Ravenna, ormai divenuta bizantina, rifluì la vita sfarzosa degli orientali e gli edifici vennero ornati di marmi e di mosaici. Dopo la morte di Giustiniano Ravenna fu il centro di resistenza dei Bizantini contro i Longobardi fino al 751, quando fu conquistata da Astolfo; iniziò da allora il declino di Ravenna.