Aroldo, nobile inglese, riceve l'incarico di recarsi in Francia per avvertire Guglielmo, duca di Normandia, che il re Edoardo lo ha nominato come suo successore.
Qualche anno prima Guglielmo aveva fatto visita al vecchio re d'Inghilterra Edoardo il Confessore, che già in quell'occasione lo aveva segretamente nominato suo succesore. Il santo Edoardo, infatti, non aveva figli, a causa del suo voto di castità, e Guglielmo era, alla lontana, suo cugino; da tempo, inoltre, i Normanni erano di casa presso il re d'Inghilterra, in qualità di soldati e di amministratori. Aroldo, sbarcato sulle coste normanne, viene fatto prigioniero da un nobilotto locale. Guglielmo lo fa liberare e lo mette al suo servizio. L'inglese Aroldo si dimostra così valoroso e pieno di qualità che Guglielmo lo fa suo feudatario, gli fa giurare eterna fedeltà sulle reliquie sacre di Normandia e gli promette la mano della figlia Aelgyve.
Intanto Edoardo sta per morire; Aroldo torna in Inghilterra, assiste alla morte del suo sovrano e proclama a sorpresa di esserne l'erede. Tradimento e sacrilegio, dunque. Guglielmo arma una flotta immensa (si citano cifre che vanno dai 700 ai 3000 navigli) e sbarca presso il porto di Hastings. Qui attacca Aroldo e le sue truppe scelte, i terribili housecarles, che combattevano roteando le loro asce poderose. Aroldo, colpito al volto da una freccia, muore. Guglielmo è re, ha ristabilito la successione legittima.