BESTIARIO LATINO. IL CASTORO All'elenco dei testi

XVII) De castore

Est animal, quod dicitur castor, mansuetus nimis, cuius testiculi in medicina proficiunt ad diversas invalitudines. Phisiologus exposuit naturam eius dicens quia, cum investigaverit eum venator, sequitur post eum; castor vero, cum respexerit post se et viderit venatorem venientem post se, statim morsu abscidit testiculos suos, et proicit eos ante faciem venatoris, et sic fugit. Venator veniens colligit eos, et ultra iam non sequitur eum, sed revertitur. Si autem rursus evenerit ut alter venator perquirens inveniat et sequitur eum, ille videns evadere non posse, erigit se et demonstrat virilia sua venatori. Venator vero, cum viderit eum non babere testiculos, discedit ab eo. Sic et omnis qui secundum mandatum Dei conversatur et caste vult vivere, abscidit a se omnia vicia, et omnes impudicos actus proiciat post se in faciem diaboli.Tunc ille, videns eum nichil suorum habentem, confusus discedit ab eo. Ille vero vivit in Deo et non capitur a diabolo qui dicit : «Persequens comprehendam eum». Nichil igitur diaboli homo Dei habere debet, ut fisus cum Deo dicere audeat : «Venit princeps mundi huius et in me non habet quicquam». Monet enim nos Apostolus et dicit : «Cui vectigal, vectigal reddite ; cui tributum, tributum ; cui timorem, timorem ; cui honorem, honorem». In primis ergo diabolo reddantur que sua sunt, hoc est abrenuntians illi et omnibus operibus eius malis; tunc demum ex toto corde conversus ad Deum, repellat a se opera carnis, quod est vectigal et tributum diaboli ; et adipiscatur fructus spirituales, id est caritatem, gaudium, pacem, pacientiam, bonitatem, fidem, mansuetudinem, continentiam, castitatem in bonis operibus, id est in elemosina, in visitationibus infirmorum, in curis pauperum, in laudibus Dei, in orationibus, in gratiarum accione et ceteris que Dei sunt.
Ethimologia. Castores a castrando dicti sunt. Nam testiculi eorum apti sunt medicaminibus; propter quos cum persecuti eos fuerint venatores, ipsi se castrant, morsibus virilia sua amputantes.De quibus Cicero in Scauriana: «Redimunt se ea parte corporis, propter quem maxime expetuntur». Et Iuvenalis : «Qui se eunucum ipse facit, cupiens evadere damno testiculorum». Ipsi sunt et fibri, qui eciam pontici canes vocantur.

XVII) Il castoro

Vi è un animale, che è molto mansueto, i cui testicoli servono in medicina per varie malattie. Il Fisiologo descrisse la sua natura dicendo che, quando un cacciatore lo ha trovato, lo segue, ma il castoro, quando ha visto il cacciatore che viene dietro di lui, subito, con un morso, taglia i suoi testicoli e li getta davanti al viso del cacciatore e fugge. Il cacciatore, venendo, li raccoglie e non lo segue più, ma torna indietro. Se poi di nuovo viene un altro cacciatore e cercandolo lo trova e lo segue, quello, vedendo di non poter fuggire, si alza e mostra i genitali. Il cacciatore, vedendo che non ha i testicoli, se ne va. Così tutti quelli che vivono secondo l’ordine di Dio e vogliono vivere castamente, tagliano ogni vizio e gettano ogni atto impuro in faccia al diavolo. Allora quello, vedendo che non ha nessuno dei suoi vizi, confuso, se ne va via. Quello in verità vive in Dio e non è preso dal diavolo, che dice : «Seguendolo lo prenderò». Dunque l’uomo di Dio non deve avere mente del diavolo e, confidando in Dio, può dire : «Viene il principe di questo mondo ed in me non trova nulla». Infatti l’Apostolo ci ammonisce e dice : «Rendete l’imposta a colui che ha l’imposto, il tributo a colui che ha il tributo, il timore a chi ha il timore, l’onore a chi ha l’onore». In primo luogo siano rese al diavolo le cose che sono sue, sia rinunziando a lui ed a tutte le sue opere malvagie ; allora infine volto a Dio con tutto il cuore, respinga l’opera della carne che è imposta e tributo del diavolo e cerchi i frutti dello spirito, cioè la carità, la gioia, la pace, la sopportazione, la bontà, la fede, la mansuetudine, la castità nelle opere buone, cioè nell’elemosina, nella visite degli infermi, nelle cure dei poveri, nelle lodi di Dio, nelle preghiere, nell’azione dei favori e nelle altre cose che sono di Dio.
Etimologia. Sono detti castori dal "castrare". Infatti i loro testicoli sono adatti alle medicine; per cui quando li inseguono i cacciatori, essi stessi si castrano, amputandosi i genitali con morsi. Su questo Cicerone scrive nel Discorso per Scaurio : «Si tolgono quella parte del corpo, per cui soprattutto sono ricercati». E Giovenale : «È quello che si fa eunuco, desiderando sfuggire al pericolo dei testicoli». Questi sono i castori che sono chiamati anche cani pontici.