BESTIARIO LATINO. IL RICCIO All'elenco dei testi

XIII) De herinatio

Phisiologus dicit quod herinatius figurarn habet porcelli lactentis. Hic deforis totus est spinosus. Sed tempore vindemiarum ingreditur in vinearn, et ubi viderit uvam bonam, ascendit super vitem et exacinat uvam illam, ita ut cadant omnes racemi in terram. Deinde descendit et volutat se super illos ita ut omnes racemi figantur in spinis eius, et sic portat escam filiis suis.Tu, homo Dei, custodi diligenter vineam tuam et omnes fructus eius spirituales, ne te occupet istius seculi sollicitudo et temporalium bonorum voluptas, et tunc spinosus diabolus, dispergens omnes fructus tuos spirituales, figat illos in spinis suis, a fiat anima tua nuda, vacua et inanis sicut panpinus sine fructu, et post hec gratis clamabis dicens: «Vineam meam non custodivi», sicut in Canticis Canticorum Scriptura testatur. Congruenter igitur Phisiologus naturas animalium contulit et contexuit intelligentie spiritualium scripturarum.
Ethimologia. Hericius anirnal est spinosum, quod exinde dicitur nominatum eo quod subrigit se quando spinis clauditur, quibus undique protectus est contra insidias omnes. Nam statim, ut aliquid presens senserit, primum se subrigit ac sic in globum conversus in sua se arma recolligit. Cuius prudentia quidem talis est: cum absciderit uvam de vite, volutat se super eam et fixos in spinis racemos portat natis suis.

XIII) Il riccio

Il Fisiologo dice che il riccio ha le sembianze di un porcellino che beve il latte. È esternamente tutto spinoso, ma nel tempo delle vendemmie va nella vigna, e quando vede l’uva buona, sale sopra la vite e stacca quell’uva, così che cadano tutti gli acini in terra. Quindi scende e vi si rotola sopra, così che tutti gli acini si conficcano nei suoi aculei: in questa maniera porta il cibo ai suoi figli. Tu, uomo di Dio, custodisci diligentemente la tua vigna e tutti i suoi frutti spirituali, e il pensiero ed il godimento dei beni temporali non ti occupi, affinché lo spinoso diavolo, disperdendo ogni tuo frutto spirituale, li infili nei suoi aculei, e la tua anima diventi nuda, vuota e senza valore così come lo è il tralcio di vite senza frutto. Dopo ciò griderai per il perdono: «Non ho custodito la mia vigna», così come e detto nel Cantico dei Cantici. Quindi il Fisiologo ha paragonato e collegato con congruenze le nature degli animali con i significati degli scritti spirituali.
Etimologia. Il riccio è un animale spinoso, che è così chiamato perché si solleva allorché si sia serrato fra gli aculei, dai quali è protetto in ogni parte del corpo contro ogni insidia. Infatti subito, quando avverte la presenza di qualcosa, prima di tutto si solleva e poi si raccoglie in sé stesso, rivolto a forma di palla, come arma. La sua certa abilità è tale: dopo aver separato l’uva dalla vite, vi si rivolta sopra e fissati gli acini negli aculei li porta ai suoi figli.