FISIOLOGO. 9. L'onagro Alla mappa dei testi greci

Sta scritto nel libro di Giobbe: " Chi ha lasciato andar libero l'onagro? " [Giob., 39.5].
Il Fisiologo ha detto dell'onagro che è guida del gregge, e quando le femmine generano dei maschi, il padre tronca i loro testicoli, perché non possano procreare.
I patriarchi cercavano di seminare un seme corporeo, gli apostoli invece, figli spirituali, hanno praticato la moderazione e desiderato il seme celeste, come sta scritto: "Rallegrati, o sterile che non hai figli, e grida di gioia, tu che non hai le doglie, perché molti sono i figli dell'abbandonata, più di quelli di colei che ha marito" [Is., 54.1; Gal., 4.27]. Il Vecchio Testamento è seme della promessa, il Nuovo della moderazione.
Bene dunque il Fisiologo ha detto dell'onagro.

 

FISIOLOGO. 17. La balena Alla mappa dei testi greci

Salomone nei Proverbi esorta dicendo: "Non volgerti a una donna cattiva, perché stillano miele le labbra della meretrice, e a tempo opportuno essa unge la tua gola, ma in seguito la troverai più amara del fiele e aguzza più di una spada a due tagli. Poiché i piedi della follia conducono coloro che vi si affidano alla morte dell'Inferno" [Prov., 5.3-5].
C'è un mostro nel mare detto balena: ha due nature. La sua prima natura è questa: quando ha fame, apre la bocca, e dalla sua bocca esce ogni profumo di aromi, e lo sentono i pesci piccoli e accorrono a sciami nella sua bocca, ed essa li inghiotte; non mi risulta invece che i pesci grandi e adulti si avvicinino al mostro.
Così anche il demonio e gli eretici, con la seduzione e l'inganno, che sembra essere un soave profumo, adescano i piccoli e coloro che non hanno il senno adulto; quelli invece che hanno l'intelletto adulto, sanno di non poterli attrarre: tale fu Giobbe, tali Mosé, Isaia, Geremia, e tutta la schiera dei profeti; così Giuditta scampò ad Oloferne, Ester ad Artaserse, Susanna ai vecchioni, Tecla a Tamiri.
L'altra natura del mostro: esso è di proporzioni enormi, simile a un'isola; ignorandolo, i naviganti legano ad esso le loro navi, come in un'isola, e vi piantano le ancore e gli arpioni; quindi vi fanno fuoco sopra per cuocersi qualcosa: ma non appena esso sente caldo, s'immerge negli abissi marini e vi trascina le navi. Se dunque anche tu, o uomo, ti tieni sospeso alla speranza del demonio, questi ti trascina con sé nella geenna del fuoco.
Bene dunque il Fisiologo ha detto della balena.

FISIOLOGO. 30. Il cervo Alla mappa dei testi greci

Dice Davide: "Come il cervo anela alle fonti d'acqua, così la mia anima anela a te, o Dio" [Salmi, 42.2].
Il Fisiologo ha detto del cervo che è acerrimo nemico del drago. Se il drago sfugge al cervo e si nasconde nelle crepe del terreno, il cervo va ad riempire le cavità del suo ventre d'acqua di fonte e la vomita nelle crepe del terreno, e ne trae fuori il drago, e lo schiaccia e lo uccide.
Così anche il Signore nostro ha ucciso il grande drago per mezzo delle acque celesti di virtuosa sapienza, come dice il Teologo, che Egli aveva: non può il drago sopportare l'acqua, né il demonio la parola celeste. Il Signore è venuto a dare la caccia al grande drago: allora il demonio si è nascosto nelle parti più profonde della terra, quasi in una grande crepa, e il Signore ha versato dal proprio petto il sangue e l'acqua, ci ha liberato dal drago mediante il lavacro di rigenerazione, e ha distrutto in noi ogni nascosta influenza diabolica. Se anche tu hai senno nel tuo cuore, chiama i Vangeli ed essi ti diranno: "Non commetterai adulterio, non fornicherai, non ruberai" [Matt., 19.18; Marco, 10.11]: se avrai gustato di queste acque spirituali, vomiterai ogni malvagità.

 

FISIOLOGO. 34. L'albero peridexion Alla mappa dei testi greci

In India esiste un albero chiamato peridexion: il suo frutto è dolcissimo e soavissimo. Le colombe vi si dilettano e si nutrono del frutto di quest'albero (in esso infatti nidificano), ma c'è il drago che insidia la colomba. Il drago teme tuttavia quest'albero e la sua ombra, in cui dimorano le colombe, e non può avvicinarsi alla colomba né all'ombra dell'albero. Quando l'ombra dell'albero è proiettata verso occidente, il drago fugge ad oriente, quando invece è proiettata verso oriente, esso fugge ad occidente. Ma se la colomba si smarrisce nelle tenebre lontano dall'albero, il drago la trova e la uccide.
L'albero è un'immagine del Padre di tutte le cose, come ha detto Gabriele a Maria: "Lo Spirito Santo verrà sopra di te, e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra" [Luca, 1.35]. "La Sapienza è un albero di vita per tutti coloro che rimangono accanto ad essa" [Prov., 3.18], "che darà frutto nella sua stagione" [Salmi, 1.3], e "noi ci rifugeremo all'ombra delle Tue ali" [Salmi, 56.2]. E l'ombra di san Pietro ha allontanato la morte perniciosa dagli uomini. Se dunque anche noi rimaniamo accanto alla Sapienza e mangiamo i frutti dello Spirito, che sono letizia, pace, moderazione, pazienza, non ci si avvicina il demonio malvagio; ma se invece ci smarriamo nelle opere delle tenebre, che sono lussuria, adulterio, idolatria, passioni, cattivi desideri e cupidigia, il demonio sorprendendoci lontani dall'albero della vita ci cattura senza difficoltà. Perciò anche l'Apostolo, sapendo che l'albero della croce distrugge la potenza del demonio, gridava: "Che mai io mi glorifichi se non nella croce del Signore, mediante la quale il mondo è crocifisso per me, e io per il mondo " [Gal., 6.14].
Bene dunque il Fisiologo ha detto dell'albero peridexion.

 

FISIOLOGO. 13. Le sirene e gli ippocentauri Alla mappa dei testi greci

Ha detto il profeta Isaia: "Gli spettri e le sirene e i ricci danzeranno in Babilonia" [IS., 13.21].
Il Fisiologo ha detto delle sirene e degli ippocentauri: ci sono nel mare degli animali detti sirene, che simili a muse cantano armoniosamente con le loro voci, e i naviganti che passano di là quando odono il loro canto si gettano nel mare e periscono. Per metà del loro corpo, fino all'ombelico, hanno forma umana, per la restante metà, d'oca. Allo stesso modo, anche gli ippocentauri per metà hanno forma umana, e per metà, dal petto in giù, di cavallo. Così anche ogni uomo indeciso, incostante in tutti i suoi disegni. Ci sono alcuni che si radunano in Chiesa e hanno le apparenze della pietà, ma rinnegano ciò che ne è la forza, e in Chiesa sono come uomini, quando invece se ne allontanano, si mutano in bestie. Costoro sono simili alle sirene e agli ippocentauri: infatti "con le loro parole dolci e seducenti", come le sirene, "ingannano i cuori dei semplici" [Rom., 16.18]. Perché "le cattive conversazioni corrompono i buoni costumi" [1 Cor., 15.33].
Bene dunque il Fisiologo ha detto delle sirene e degli ippocentauri.

 

FISIOLOGO. 22. L'unicorno Alla mappa dei testi greci

Il Salmo dice: "E sarà innalzato come quello dell'unicorno il mio corno" [Salmi, 91.11].
Il Fisiologo ha detto dell'unicorno che ha questa natura: è un piccolo animale, simile al capretto, ma ferocissimo. Non può avvicinarglisi il cacciatore a causa della sua forza straordinaria; ha un solo corno in mezzo alla testa. E allora come gli si dà la caccia? Espongono davanti ad esso una vergine immacolata, e l'animale balza nel seno della vergine, ed essa lo allatta, e lo conduce al palazzo del re.
L'unicorno è un'immagine del Salvatore: infatti "ha suscitato un corno nella casa di Davide padre nostro" [Luca, 1.69], ed è divenuto per noi corno di salvezza. Non hanno potuto aver dominio su di Lui gli angeli e le potenze, ma ha preso dimora nel ventre della vera e immacolata Vergine Maria, "e il Verbo si è fatto carne, e ha preso dimora fra di noi " [Giov., 1.14].

 

FISIOLOGO. 23. Il castoro Alla mappa dei testi greci

Esiste un animale detto castoro, assai docile e mansueto, e i suoi organi sessuali sono utili come medicinale. Quando è inseguito dai cacciatori e si rende conto di esser preso, si tronca gli organi sessuali e li getta al cacciatore; se poi s'imbatte in un altro cacciatore e ne viene inseguito, il castoro si getta a terra supino e gli si mostra, e in tal modo il cacciatore, rendendosi conto che è privo degli organi sessuali, se ne allontana.
Anche tu dunque, o fedele, rendi al cacciatore ciò che gli appartiene. Il cacciatore è il demonio, e ciò che gli appartiene, lussuria, adulterio, omicidio: estirpa da te queste cose e dalle al demonio, e il demonio cacciatore ti lascerà, così che anche tu possa dire: "L'anima nostra, come un uccellino, è scampata al laccio dei cacciatori" [Salmi, 123.7].
Bene dunque il Fisiologo ha detto del castoro.

 

FISIOLOGO. 43. L'elefante Alla mappa dei testi greci

Esiste nei monti un animale detto elefante. In questo animale non c'è brama di congiungimento carnale: quando vuol generare dei figli, si reca in oriente, vicino al paradiso. Ivi si trova un albero detto mandragora: vi vanno dunque la femmina e il maschio, e la femmina coglie per prima il frutto dell'albero, e ne porge anche al maschio e lo alletta, finché anche questi ne prenda, e dopo aver mangiato, il maschio si avvicina alla femmina e si congiunge con essa, ed essa subito concepisce nel ventre. Quando giunge l'epoca in cui deve partorire, se ne va in uno stagno d'acqua e vi entra finché l'acqua non le giunga fino alle mammelle, e poi in tal modo partorisce il suo figlio sull'acqua, e quest'ultimo sale sulle sue ginocchia e le succhia il seno. Mentre partorisce, l'elefante la protegge dal serpente, poiché il serpente è nemico dell'elefante, e quando l'elefante lo trova, lo calpesta e lo uccide. La natura dell'elefante è questa: se cade, non è capace di rialzarsi, perché non ha giunture nelle ginocchia. E in che modo cade? Quando vuol dormire, si appoggia ad un albero e si addormenta. I cacciatori, che conoscono la natura dell'elefante, vanno a segare parzialmente l'albero. L'animale viene così ad appoggiarvisi e cade insieme all'albero, e comincia a mandare alti barriti, e lo sente un altro elefante e viene a soccorrerlo, ma non è in grado di sollevarlo; si mettono quindi a barrire entrambi, e vengono altri dodici elefanti, e neanche questi riescono a sollevare quello caduto; allora si mettono tutti a barrire: dopo di tutti, viene un piccolo elefante, pone sotto di esso la sua proboscide e lo solleva. La natura del piccolo elefante è questa: se ardi i suoi peli o le sue ossa in un luogo, ivi non penetra alcuno spirito malvagio, né alcun drago, né alcun altro male.
L'elefante e la sua femmina sono dunque immagini di Adamo ed Eva: quando erano nelle delizie del paradiso prima della trasgressione, non conoscevano l'unione carnale e non pensavano all'accoppiamento. Ma quando la donna ha mangiato il frutto dell'albero, cioè della spirituale mandragora, e ne ha dato anche all'uomo, allora Adamo ha conosciuto la donna, e ha generato Caino sopra le acque malefiche, come ha detto Davide: "Salvami, o Dio, perché le acque sono penetrate fino all'anima mia" [Salmi, 68.2]. E' dunque venuto il grande elefante, cioè la Legge, e non è stato in grado di sollevarlo; poi sono venuti i dodici elefanti, cioè la schiera dei profeti, e neanche loro sono stati capaci di risollevare l'uomo caduto; dopo di tutti, è venuto il santo elefante spirituale e ha sollevato l'uomo da terra. Il più grande di tutti è divenuto lo schiavo di tutti: ha umiliato se stesso, assumendo la forma di uno schiavo, per salvare tutti.
Bene il Fisiologo ha detto dell'elefante.