BESTIARIO LATINO. L' UNICORNO All'elenco dei testi

XVI) De monoceros, quomodo capitur

Est animal, quod grece dicitur monoceros, latine vero unicornis. Phisiologus dicit unicornem hanc habere naturam: pusillum animal est, simile edo, acerrimum nimis, unum cornu habens in medio capite. Et nullus omnino venator eum capere potest; sed hoc argumento eum capiunt: puellam virginem ducunt in illum locum ubi moratur et dimittunt eam in silvam solam; at ille, visa virgine, complectitur eam et dormiens in gremio eius comprehenditur ab exploratoribus eius et exibetur in palatio regis. Sic et Dominus noster Iesus Christus, spiritualis unicornis, descendens in uterum virginis, per carnem ex ea sumptam, captus a Iudeis, morte crucis damnatur, qui invisibilis cum patre hactenus habebatur. De quo David dicit: «Et dilectus sicut unicornis fílius meus». Rursum in alio psalmo ipse de se dicit : «Et exaltabitur sicut unicornis cornu meum». Et Zacarias dicit : «Suscitavit eum cornu salutis in domo David pueri sui». Et in Deuteronomio Iacob benedicens tribum Ioseph : «Primitivos tauri species eius, cornua tamquam cornua unicornis». Quod autem unum cornu habet in capite significat hoc quod dicit Salvator : «Ego et pater unum sumus». «Caput Christi Deus» secundum Apostolum. Acerrimum vero quod dicit eum, id est quod neque principatus, neque potestates, neque throni, neque dominationes intelligere potuerunt, nec infernus tenere valuit. Quod autem dicitur pusillum animal, propter incarnationis eius humilitate, dicente ipso: «Discite a me, quia mitis sum et humilis corde». In tantum autem acerrimus, ut nec ille subtilissimus diabolus intelligere aut investigare potuerit, sed sola voluntate patris descendit in uterum virginis Marie pro nostra salute : «et verbum caro factum est, et habitavit in nobis». Quod autem est hedo similis unicornis, et Salvator noster secundum Apostolum «factus in similitudine carnis peccati, et de peccato damnavit peccatum in carne». Bene ergo de unicorne dictum est.
Ethimologia. Rinoceros a Grecis vocatur, latine interpretatur in nare cornu ; idem est et monoceros, id est unicornis, eo quod unum cornu in media fronte habeat, pedum quattuor, ita acutum, ut quicquid inde petierit vel ventilaverit perforet. Nam et cum elephantis saepe certamen habet et in ventre vulneratum prosternit.Tante autem fortitudinis esse dicitur, ut nulla virtute venantium capiatur. Sed sicut asserunt qui naturas anímalium scripserunt, virgo puella proponitur, que venienti sinum apperit, in quo ille omni ferocitate deposita caput ponit sicque soporatus velut inermis capitur.

XVI) L’unicorno, come si cattura

C'è un animale che in greco è chiamato monocero, mentre in latino è detto unicorno. Il fisiologo dice che l'unicorno ha questa natura : è un animale molto piccolo, simile ad un capretto, alquanto aggressivo, ed ha un unico corno in mezzo alla fronte; nessun cacciatore è capace di catturarlo, ma con questa furbizia essi lo adescano: conducono una fanciulla vergine nel luogo dove egli si ferma, e la abbandonano sola nella foresta; lui, come vede la vergine, la abbraccia e si addormenta sul suo grembo e lì viene catturato dai suoi cacciatori e mostrato al palazzo del re. Così anche nostro Signore Gesù Cristo, come unicorno spirituale, scende nell'utero di una vergine, attraverso la sua carne ed è catturato dai Giudei e viene condannato a morte in croce, egli che si credeva sino a quel momento invisibile insiemèe con suo Padre. Di lui Davide dice : «Mio figlio diletto è come l'unicorno». Di nuovo in un altro salmo lui stesso dice di sé : «Il mio corno verrà esaltato così come quello dell'unicorno». E Zaccaria ha detto : «Lo resuscitò col corno della salvezza nella casa di Davide suo figlio». E nel Deuteronomio Giacobbe benedice la discendenza di Giuseppe : «La sua forma di toro, le corna cosi come le corna dell'unicorno». Dunque il fatto che abbia un unico corno in testa significa ciò che ha detto il Salvatore : «Io e mio padre siamo una cosa sola». «Dio è l'origine di Cristo» secondo l'Apostolo. Il fatto che lo definiscano ferocissimo dipende da ciò: né i troni, né i principati, né i regni, né le dominazioni sono stati capaci di comprenderlo, né l'inferno è stato capace di afferrarlo. Il fatto poi che è detto che sia un piccolo animale è a causa della sua umile incarnazione, mentre egli stesso dice : «Imparate da me perché sono mite ed umile di cuore». Così tanto profondo che nemmeno il diavolo più furbo è riuscito a comprenderlo e ad entrare nei suoi pensieri, ma solo per la volontà del Padre si è incarnato nel seno della Vergine Maria per la nostra salvezza : «Ed il verbo si è fatto carne ed ha abitato in noi». Il fatto poi che l'unicorno sia simile al capretto, lo vediamo anche nel nostro Salvatore secondo l'Apostolo: «Fatto a somiglianza del peccato della carne, e dal peccato ha condannato il peccato carnale». Bene, dunque, si è detto dell’unicorno.
Etimologia. È chiamato rinoceronte dai Greci, in latino è stato interpretato "corno sul naso"; stessa cosa vale per l'unicorno, che ha un unico corno in mezzo alla fronte, lungo quattro piedi, tanto appuntito che tutto ciò che colpisce o che annusa lo buca. Infatti ingaggia battaglia con gli elefanti, e li abbatte ferendoli nel ventre. Si dice poi che sia di così grande forza che non possa essere preso in alcun modo dai cacciatori, anche se coloro che hanno descritto il carattere di questo animale asseriscono che se gli si pone di fronte una vergine, ed essa gli porge il suo grembo, egli si tranquillizza e vi pone il capo, addormentandosi, in questo modo i cacciatori lo possono catturare come se fosse innocuo.